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Simone del Monte, “Lu Pizzicarolo de Papigno”: «Voglio raccontare una Terni autentica, c’avemo roba bona che se scioglie in bocca »

L’8 dicembre l’inaugurazione del nuovo locale

TERNI – Dopo anni fuori dal’Italia, Simone del Monte, cucco e chef, ha deciso di tornare nella sua terra, per inseguire una vita più semplice e anche un sogno. Quello di aprire un ristorante, chiamato “Lu Pizzicarolo de Papigno” per raccontare quella che definisce una «Terni autentica e per star a contatto con la gente semplice, quella di tutti i giorni e per portare avanti un mestiere che oggi sembra non andare più di moda, ma che per me è fondamentale: stare dietro un bancone, parlare con la gente, offrire prodotti buoni e curati, e tenere viva una tradizione». Il taglio del nastro del locale è fissato per l’8 dicembre, dalle 9 alle 20, con vino e porchetta per tutti. 

«A Papigno ho trovato un piccolo paese con un’anima grande – prosegue Simone –  fatta di storie, volti e ricordi. Sono proprio queste storie che ogni giorno mi riempiono le giornate e mi fanno capire che ho fatto la scelta giusta. Da questa voglia di tornare alle radici nasce “Lu Pizzicarolo de Papigno”, un posto semplice, dove salumi, formaggi, prodotti tipici e materie prime di qualità saranno sempre al centro  Una cosa ci tengo a dirla: ci piacerebbe portare a Papigno anche tanti visitatori della Cascata delle Marmore, farli fermare qui a mangiare la nostra porchetta e i nostri panini. È uno dei nostri sogni: raccontare a chi arriva da fuori una Terni autentica, come una volta. E poi vogliamo essere un posto per tutti: per gli abitanti di Papigno (scusate ma ancora non so come si chiamano, papignesi – papignani), per la nostra Terni e chi risiede a Marmore in Valnerina ecc.. Ai tanti operai dell’acciaieria e ai lavoratori che non possono tornare a casa a pranzo vogliamo dire che qui i panini so’ “come na vòrda”: belli pieni, imbottiti come si deve e soprattutto con i prezzi “che non te staccano per aria” (voi sapete scriverlo meglio di me, ma così rende l’idea». 

Simone spiega poi come: «A Terni guai a fare un’apertura senza porchetta e vino. E qui la porchetta è una cosa seria: intere generazioni sono venute a mangiare quella di Enio Luzzi, una persona per cui ho una stima infinita, per tutto quello che ha rappresentato con un’attività storica e amata da tutti. Da piccolino mi ricordo quando andavamo a comprare i panini con la porchetta da lui, anche nei giorni più impensati lui c’era sempre. Prima delle scampagnate di Pasquetta, magari anche prima di andare ai “Campacci” partivamo per andare a Papigno perché lui ci dava quei panini che avevano qualcosa di magico, di unico. Gli stessi odori e sapori li rivivo ogni giorno, sempre col ricordo vivo de “Lu porchettaro de Papigno” come lo chiamavamo noi. Vorrei che “Lu Pizzicarolo” tornasse a essere quel piccolo punto di riferimento per tutti: non solo per comprare cose buone, ma anche per fare due chiacchiere o prendersi una pacca sulla spalla che qui non mancherà mai a nessuno. Ovviamente per la stampa c’è un pensiero natalizio offerto dal sottoscritto per avermi aiutato a diffondere la notizia a quanto più persone possibile, grazie di cuore! Come dico sempre io: “c’avemo roba bona che se scioglie in bocca».

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