Via libera al primo Defr dell’era Proietti: «Scelto un percorso coraggioso». L’opposizione non ci sta: «Un palloncino che si sgonfia»

L’ok a maggioranza in Consiglio regionale

PERUGIA – Via libera al primo Defr dell’era Proietti. L’aula di Palazzo Cesaroni ha infatti approvato con i 13 voti favorevoli del Campo largo e 8 contrari del centrodestra, la proposta di risoluzione che accompagna il Documento di economia e finanza della Regione Umbria 2026-2028 proposta dai consiglieri di maggioranza. Respinta, inoltre, quella della minoranza.
La proposta di risoluzione approvata dall’aula, sottoscritta dai capigruppo di maggioranza, ha proposto alcune integrazioni in termini di indirizzo all’esecutivo regionale in diverse missioni del Defr. In particolare per l’assetto del territorio ed edilizia abitativa, contiene l’impegno a incentivare e valorizzare il social housing nell’ambito delle politiche per l’edilizia abitativa, promuovendo modelli innovativi di residenzialità sociale che rispondano alle esigenze abitative di fasce di popolazione vulnerabili, giovani coppie, studenti fuori sede e lavoratori a basso reddito, attraverso il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, la promozione di forme di coabitazione sociale e la collaborazione con il terzo settore e la cooperazione sociale, al fine di garantire il diritto all’abitare come componente essenziale del welfare regionale. Per trasporti e diritto alla mobilità c’è l’impegno a ribadire la strategicità di agganciare l’alta velocità ferroviaria lungo l’asse Roma-Firenze per consentire sia ai poli urbani sia alle aree interne, di essere connessi ad una infrastruttura di alta valenza strategica come l’Alta velocità. Per la missione Tutela della salute, c’è l’impegno per le liste d’attesa di effettuare acquisti di prestazioni dal privato accreditato parametrati all’oggettivo fabbisogno preventivamente rilevato e nel rispetto di criteri stabiliti a livello regionale, mantenendo un ruolo complementare e non sostitutivo rispetto al pubblico. Ma anche l’impegno ad istituire per la tutela della salute un sistema di monitoraggio dei tassi di assenza del personale e le dimissioni inattese. I dati saranno acquisiti esclusivamente in forma aggregata e anonima, per rilevare tendenze generali. L’obiettivo è ricavare indicatori del benessere o malessere organizzativo e dello stress lavorativo degli operatori. Indicatori che saranno usati per orientare le azioni correttive e per riprogettare modelli operativi. Sempre in questa missione c’è l’impegno ad aggiornare l’iter procedurale e il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) esistente per la progettazione e la realizzazione del nuovo ospedale di Terni, obiettivo prioritario per la Regione, attingendo a fonti di finanziamento pubbliche, procedendo con l’analisi approfondita dello studio sulla localizzazione dell’opera commissionato dall’Azienda ospedaliera di Terni per acquisire una definitiva contezza tecnica e urbanistica sulla possibile ubicazione più idonea. Parallelamente serve proseguire e intensificare il confronto con lo Stato per definire con chiarezza le fonti di finanziamento necessarie, assicurando la piena copertura economica. Per la missione Sviluppo economico e competitività l’impegno è di rivedere e aggiornare i testi unici del commercio e dell’artigianato per adeguare la normativa alle trasformazioni in atto, semplificare i procedimenti amministrativi e rafforzare il sostegno alle pmi. Sulle politiche per il lavoro e formazione professionale c’è l’impegno ad assumere come obiettivo strategico il contrasto al lavoro povero, il potenziamento della trasparenza degli appalti pubblici, la tutela dei livelli occupazionali e il rafforzamento della sicurezza sul lavoro attraverso il potenziamento dell’Osservatorio regionale dei contratti pubblici; introduzione nei bandi di gara di criteri premiali per l’applicazione del trattamento economico minimo orario non inferiore a 9 euro; superamento del massimo ribasso negli appalti; potenziamento del coordinamento tra sistemi di prevenzione e controllo congiunto; la promozione di protocolli d’intesa e forme di contrattazione d’anticipo con le parti sociali per garantire corrette attribuzioni contrattuali, la previsione di clausole sociali, facendo dell’intervento pubblico un modello di riferimento per la legalità, la sicurezza e la dignità del lavoro. Per la missione agricoltura, politiche alimentari e pesca, l’impegno, vista l’eccessiva proliferazione degli ugulati che ha raggiunto un livello di emergenza in Umbria, dove i danni all’agricoltura sono stati stimati in oltre 3 milioni di euro, ad adottare un approccio strategico volto a garantire la gestione sostenibile, in grado di coniugare gli aspetti ambientali, economico e sociali, del patrimonio faunistico, anche attraverso la strutturazione di una filiera della carni di selvaggina umbra controllata e certificata.
L’emendamento alla proposta di risoluzione, firmato da tutti i consiglieri di minoranza, respinto, chiedeva impegno a garantire la piena attuazione del progetto del nuovo ospedale di Terni, impegnandosi entro i primi tre mesi del 2026 a individuare la location che consenta di realizzarlo nel più breve tempo possibile, confermando i 600 posti letto, cronoprogramma e finanziamenti in modo da consentirne al massimo entro metà legislatura l’apertura del cantiere. A proseguire la realizzazione dell’ospedale di Narni-Amelia come presidio unico integrato, rispettando il cronoprogramma. A recuperare il gap di fabbisogno di personale e assunzioni per la rete ospedaliera e territoriale. A implementare azioni mirate per l’effettivo abbattimento delle liste d’attesa.
La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha detto che «con questo Defr la Regione ha scelto un percorso coraggioso di riforme, pur in un quadro di incertezza. Un Defr che con realismo dice che per l’Umbria c’è bisogno di una sterzata. Ridefinizione degli assetti regionali, programmazione sanitaria e strutturazione innovativa del welfare, interventi per lo sviluppo e il lavoro con fondi europei, azioni di sistema che diano all’Umbria maggiore competitività e fiducia per far emergere finalmente la nostra regione dal rischio stagnazione. Sono questi alcuni degli ingredienti del Defr 2026-2028, il primo di questa legislatura, che si cala in uno scenario socio-economico internazionale e nazionale complesso, che ha riflessi sull’economia umbra». Ha aggiunto Proietti: «Il Defr, per la prima volta, prende spunto da temi come l’Agenda 2030 che poi traduce in realizzazioni oggettive. L’attenzione verso i giovani, la lotta alla povertà educativa, lo sforzo verso la strutturazione di servizi educativi, per il welfare innovativo, azioni che vincano quell’inverno demografico al quale stiamo andando pericolosamente incontro. Un Defr che, in coerenza con il programma di governo regionale, è consapevole dei punti di forza della nostra regione e delle criticità. Anzi, qualche volta fa dei punti di criticità, come la nostra piccola dimensione, un punto di forza. Come nella missione salute, dove vogliamo diventare un modello con le reti regionali che faranno parte integrante del piano sociosanitario, che sarà oggetto di una profondissima partecipazione. Un documento innovativo, che elenca priorità in aree di intervento (istituzionale, economica, culturale, territoriale, sanità e sociale) e le delinea con grande precisione. Non buttando tutto quello che è stato fatto nel passato: saremmo stati stolti nel buttare quello che di buono è stato fatto. Per esempio la prima predisposizione di alcuni bandi che fanno atterrare, con un po’ di ritardo, i fondi europei. Stiamo tentando una riprogrammazione che vada incontro alle richieste del governo ma anche alle nostre politiche in termini di social housing». Il Defr, ha proseguito la governatrice, ha «uno sguardo realistico: il declino demografico, il Pil inferiore alla media nazionale, la fuga di troppi giovani e laureati e gli investimenti in rallentamento. Serve una sterzata perché siamo in una situazione di stagnazione. Le soluzioni che proponiamo: una programmazione europea con rimodulazione, lo Zes con gli strumenti correttivi che crediamo ci aiuterà a superare la crescita dello zero virgola. Sulla mobilità e sui trasporti con una visione di bacino regionale come fanno le altre regioni, sterilizzando un piano di tariffazione che avrebbe previsto oltre quattro milioni in più che avrebbero pagato i cittadini. La ferrovia centrale umbra dal 2026, con l’obiettivo del ritorno alla gestione Rfi. Per la prima volta abbiamo pensato a infrastrutture strategiche e progettate a livello organico, con stralci interfunzionali e interdipendenti. Continuiamo a investire sull’aeroporto». Sull’ambiente, ha proseguito, avverranno «più interventi di prevenzione che mirano all’adattamento ma anche alla mitigazione del cambiamento climatico. Un nuovo ciclo dei rifiuti, un grande sforzo per le aree idonee, l’accordo di programma con Acciai Speciali Terni tutto basato sul miglioramento degli ambienti di lavoro e sul miglioramento ambientale. Per il Trasimeno si aprono i rubinetti di Montedoglio con un accordo con la Toscana che faremo a gennaio. Le nostre imprese agricole hanno bisogno di maggiore redditività e competitività, arrivano i finanziamenti anche per i nostri giovani. Senza dimenticare il lancio del marchio di qualità territoriale regionale che sarà uno strumento eccezionale per valorizzare le eccellenze. Sul turismo i numeri ci danno ragione, ma lo promuoviamo proprio per le aree interne insieme ai parchi, per un turismo che si spalmi in tutta la regione. Lo sport ha il valore enorme della coesione sociale, dell’educazione, della prevenzione sanitaria, un investimento senza pari: per la prima volta abbiamo riaperto alla partecipazione negli stati generali dello sport. Il piano faunistico regionale dovrà conciliare la tutela della biodiversità, la gestione sostenibile delle specie in un quadro di riequilibrio e anche di riproposizione delle province come enti attivi e bracci operativi della regione. Per quanto riguarda l’economia c’è stata l’adesione alla piattaforma Step, ma noi dobbiamo agire sull’innovazione con i giovani per i giovani. La riforma dell’Arpal è solo la prima delle grandi riforme di tutte le partecipate che saranno il cardine dell’area istituzionale. La riforma delle partecipate mirerà alla semplificazione, alla sempre maggiore flessibilità. Sul welfare vogliamo passare dall’era dei bonus ai servizi strutturali per aiutare la genitorialità in maniera strutturale. L’industria creativa è oggetto del primo riordino normativo da dieci leggi a un testo unico. Per l’area istituzionale nel 2026 lavoreremo alla riforma delle società in house partecipate, controllate e degli enti del gruppo di amministrazione pubblica. Una riforma cruciale di cui si parla da almeno vent’anni. Rilanceremo l’agenda digitale perché l’Umbria può diventare la regione più digitale d’Italia. Il diritto alla casa che è priorità assoluta, la revisione di midterm ci consentirà di essere ancora più veloci. Il diritto allo studio l’abbiamo garantito anche dando un tetto e una stanza a ogni studente». Secondo Proietti questi «sono i risultati del primo anno di amministrazione che diventeranno sostanza e struttura per il futuro. Grande attenzione al nostro capitale umano: la regione che con il suo gruppo d’amministrazione pubblica conta 15mila 568 persone al servizio dell’ecosistema regionale. Persone che possono fare la differenza: 12mila 266 persone che lavorano nelle aziende sanitarie, 1.166 che lavorano per Giunta e Assemblea legislativa, altre 2 mila 136 delle partecipate e agenzie. Investiamo su di loro per cambiare l’Umbria a partire da noi. Il 2026 sarà l’ottavo centenario francescano: questa deve essere una grande occasione non solo di turismo ma di coesione territoriale coinvolgendo tutti i nostri 92 comuni. Per cambiare il mondo a partire dall’Umbria, a partire da noi».
Ad aprire il dibattito è stato il capogruppo della Lega, Enrico Melasecche: «Questo esecutivo è un palloncino che si sgonfia gradualmente. Il Defr affronta in modo superficiale molti argomenti, come quello del trasporto locale. Ma le promesse anche in questo caso non si sono concretizzate ed anzi si prospettano rinvii. Mancano risposte sui 4 lotti mentre si prospetta un aumento dei costi complessivi. Abbiamo chiesto agli assessori di venire in Commissione a spiegare tutto questo ma ci è stato negato. Sulla Medio Etruria siamo all’incredibile: stiamo aspettando che il presidente toscano Giani ci dica cosa fare, ecco la strategia della Giunta umbra. Mancano interventi importanti sulle strade di Terni, così come sulle ciclovie».
La parola è stata presa dal capogruppo del Pd, Cristian Betti: «Un documento molto approfondito e dedicato alla riflessione del contesto attuale. L’andamento dell’export umbro non può essere una responsabilità della Giunta regionale. Il campione mondiale di comunicati stampa in effetti è Melasecche, che ci ricorda come tutti i successi sono merito della Giunta Tesei e tutti i problemi sono da ascrivere alla Giunta Proietti. Il Piano sanitario è ciò di più urgente e necessario per l’Umbria. Il quadro nazionale e internazionale ha portato alla riduzione dei fondi disponibili, anche per la nostra Regione. La Zes è una grande opportunità, se sapremo rimodulare quello che ci viene proposto. Abbiamo ascoltato anche i sindacati dei trasporti, arrivando al piano di bacino e al piano di tariffazione».
Così la capogruppo di Forza Italia, Laura Pernazza: «La Regione in transizione l’abbiamo ereditata dal centrosinistra. Il Defr deve trasformare le promesse in una strategia reale. Questo documento è un libro delle promesse disattese, pieno di invii, povero di coraggio. La prima grande contraddizione riguarda lo sviluppo economico: assistiamo ad una apologia delle scelte del nostro assessore Fioroni, di cui riprendete tutti gli strumenti, quelli che definivate ‘armi spuntate’. Quindi quelle misure non erano sbagliate e la vostra discontinuità era solo retorica».
Secondo Luca Simonetti del Movimento 5 Stelle «il Documento di economia e finanza 2026-2028 ci consegna una fotografia abbastanza realistica, abbiamo una regione che in parte si sta spopolando, che invecchia e questo significa anche aggravare il quadro socio-sanitario, significa dover trovare nuove risposte e mettere in campo nuovi e diversi strumenti. Dobbiamo ripensare il sistema nel suo complesso. Sulle linee di indirizzo non può esserci ogni tipo di risposta ad ogni tipo di problema».
La capogruppo di FdI, Eleonora Pace si è incentrata sulla sanità: «Partendo dalla modernizzazione e dal potenziamento dell’area ospedaliera regionale, si parla solo di passato: ospedale di Norcia, fatto da noi, ospedale di Cascia, idem. L’ospedale di Narni Amelia lo abbiamo consegnato all’assessore De Rebotti con l’auspicio che lo porti avanti nel rispetto del cronoprogramma rispetto ad un lavoro già fatto, concluso e soprattutto finanziato per 95 milioni di euro. Ma è passato un anno e siamo ancora sul bando di affidamento dei lavori. Nel documento, rispetto all’ospedale di Terni nessuna notizia».
Da Umbria civica Nilo Arcudi ha affermato che «è necessario costruire una prospettiva di sviluppo e di crescita. C’è un tema di cui non parliamo mai: la crisi demografica, l’Umbria perde abitanti, abbiamo l’indice di anzianità più alto d’Italia. I laureati vanno via dall’Umbria. Le nostre Università li formano ma ne perdiamo 450 all’anno, perché non c’è un mercato del lavoro competitivo. I dati economici sono molto negativi, siamo una regione in transizione. Il Pil è sotto la media nazionale e sotto quella del centro Italia».
Il Defr, ha detto Fabrizio Ricci di Alleanza Verdi Sinistra, è «un documento che mette al centro le persone, basato su un modello di welfare universale e sostenibile. Priorità assoluta è quella di dover fronteggiare lo spopolamento, la sfida più complessa e nel Defr sono declinate alcune azioni strategiche. Il sistema sanitario ha subito pesanti tagli, in rapporto al Pil arriveremo al minimo storico, molto più in basso degli altri Paesi europei, siamo agli ultimi posti. Il Defr punta con decisione a rafforzare la sanità pubblica, prevede il potenziamento degli organici e una sanità di prossimità, una riorganizzazione profonda con il nuovo Piano sociosanitario che ora sarà aperto alla condivisione con tutti gli stakeholder della regione».
Come ha chiarito l’assessore Francesco De Rebotti «l’ospedale di Narni-Amelia è un’opera di grande importanza, che darà un forte contributo alla riduzione della mobilità passiva e che viene citato nel Defr. In proposito, ricordo che Inail ha nominato il Rup, che coordina il lavoro tecnico. Le modifiche da fare al progetto che è stato validato dalla società esterna sono utili perché vanno a comporre il capitolato che va messo a bando. Quando sarà finito questo lavoro saremo nelle condizioni di firmare la convenzione e la cessione del patrimonio». Ha dichiarato l’assessore Simona Meloni: «Non stiamo percorrendo strade già battute. Investiamo sui giovani, sull’agricoltura e sulle filiere. Abbiamo recuperato vecchi finanziamenti e aperto nuovi bandi. Abbiamo stanziato 26 milioni per gli investimenti. Il tema dell’accesso al credito è uno dei più importanti e siamo stati i primi come importi stanziati per la Lingua blu. Abbiamo rinnovato il contratto degli operai forestali, fermo al 2023. Sulla filiera delle carni selvatiche c’era solo il titolo e noi gli stiamo dando concretezza. Sul turismo stiamo mettendo in campo strumenti mirati al miglioramento della qualità delle strutture per promuovere tutta l’Umbria, senza puntare sui distretti comunali come aveva fatto un consigliere della Lega».

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