Marco Brunacci
PERUGIA – Per dirla cruda: diminuiscono gli alunni, è necessario proporzionalmente apportare modifiche all’organizzazione scolastica.
Da qui la necessità di un nuovo dimensionamento scolastico.
Una cosa ovvia, è diventata la battaglia di 4 regioni “rosse” contro il governo “delle destre”. Non stiamo neanche a dirlo: l’Umbria dell’assessore Barcaioli guida l’impavido gruppo. Con una nota a margine: la battaglia di Barcaioli&co. non è contro Giorgia Meloni, ma contro i direttori degli Uffici scolastici regionali, a partire da quello dell’Umbria, i quali stanno facendo quel che si può per razionalizzare l’offerta scolastica, quindi non buttando via denaro pubblico che non è di destra nè di sinistra ma di tutti i cittadini, cercando nel contempo di non penalizzare territori.
E qui viene il bello.
A penalizzare e indebolire il sistema scolastico regionale – in particolare quello delle ben note aree interne, come la Valnerina – non sarà il dimensionamento scolastico, che non incide direttamente sulla presenza fisica delle scuole nelle comunità locali, bensì le scelte operate nell’ambito dell’offerta Piano formativo deliberato annualmente dalla Regione.
Dato che l’assessore Barcaioli se vede qualcosa che sappia di governo nazionale carica come il toro davanti al drappo rosso, ecco che l’Umbria disattende il parere dell’Ufficio scolastico regionale e ha deciso di assegnare l’indirizzo agrario all’Istituto alberghiero di Assisi.
Questa scelta è stata – va riconosciuto – un gioiello di politica scolastica lunare. L’attacco alle aree interne ce lo facciamo da soli.
Vogliamo dirla con un slogan: Assisi capitale, Valnerina succursale.
Che Assisi sia sempre più centrale per l’Umbria da quando è guidata dall’ultimo ex sindaco, con una ex preside dell’alberghiero vicepresidente dell’Assemblea legislativa, ci sta pure. Magari con qualche eccesso, fatto già presente da Umbria7, ma qui si è proprio esagerato.
Motivo? Spieghiamo, cercando di non essere noiosi. Negli anni passati, senza che al potere ci fossero le odiate destre, ma solo persone ragionevoli, era stato bloccato il tentativo di modificare gli equilibri faticosamente raggiunti nell’Umbria dei mille campanili.
Quindi: niente alberghiero a Gubbio, che infatti è rimasto ad Assisi, niente agrario a Foligno che avrebbe messo in difficoltà Todi, ma soprattutto Sant’Anatolia di Narco.
Hai voglia a dire che Sant’Anatolia sta in cima al mondo, lì si era deciso di creare anche una fondazione per rendere più solida la presenza dell’indirizzo agrario, al fine di aiutare l’intera zona (le aree interne che a chiacchiere tutti difendono).
Oggi la Regione propone a chi voglia studiare agraria la possibilità di andare ad Assisi, posto facilmente raggiungibile, con aree intorno molto più popolate, e toglie a tutta la Valnerina un polo attrattivo.
Potenziare l’offerta formativa ad Assisi, aggiungendo l’agrario all’alberghiero, è un dito nell’occhio alla Valnerina.
Se si voleva centralizzare, cento volte meglio Foligno. Se qualcuno invece vuol dire che c’è più interesse all’agricoltura ad Assisi rispetto a uno qualunque degli altri comuni dell’Umbria, si copre di ridicolo.
Questa scelta può quindi essere considerata sciagurata, ma la giunta regionale ha scelto. E l’agrario di Sant’Anatolia di Narco fin da subito può essere considerato a rischio sopravvivenza. Con tanti auguri alle aree interne.


