«Basta tagli senza perizie: Terni rischia di perdere il suo patrimonio verde»

La Rete Associazioni Ambiente denuncia l’abbattimento di due pini in via Buonarroti e chiede trasparenza

di ELENA CECCONELLI

TERNI – «È ora di dire basta ai tagli di alberi senza perizie tecniche e senza un piano del verde». È netta la presa di posizione della Rete Associazioni Ambiente, costituita da Legambiente Terni–Narni–Stroncone, Arci Terni, Pensare il Domani e il Comitato Sos Verde Pubblico Terni, che torna a denunciare l’ennesimo abbattimento di alberi in città avvenuto il 30 dicembre 2025.

Nel mirino della Rete finiscono due pini di via Michelangelo Buonarroti, abbattuti nell’arco di poche ore. Ai cittadini, spiegano le associazioni, è arrivata soltanto un’ordinanza di chiusura della strada e divieto di sosta per abbattimento e potatura. Nessuna perizia tecnica resa pubblica, nessuna valutazione documentata sullo stato di salute degli alberi, né visiva né strumentale. Nel pomeriggio dello stesso giorno i pini risultavano già tagliati. Eppure, sottolineano le associazioni, le radici non avevano causato danni alla pavimentazione del marciapiede né al manto stradale. Le fotografie scattate dopo l’abbattimento mostrerebbero, inoltre, fusti integri, asciutti e non deteriorati. Da qui la domanda che la Rete rivolge all’amministrazione: perché sono stati tagliati? «Le associazioni e i cittadini hanno diritto a una risposta chiara e documentata», affermano.

La vicenda riaccende il dibattito sull’assenza, a Terni, di un piano del verde strutturato, capace di andare oltre gli interventi spot. «Serve una programmazione pluriennale – spiegano – che parli di forestazione urbana, rinaturalizzazione, tutela della biodiversità, ma anche di potature, eventuali abbattimenti e soprattutto di monitoraggio continuo del verde pubblico».
Le associazioni ricordano come quasi un anno fa, il 21 febbraio 2025, l’ufficio stampa del Comune di Terni avesse annunciato il potenziamento del servizio di manutenzione del verde attraverso il global service, con dieci tagli in più all’anno per il decoro urbano, e la nascita della piattaforma SpaceGreen. Uno strumento digitale, affidato alla società R3GIS, pensato per il censimento georeferenziato degli alberi, la gestione condivisa dei dati e il monitoraggio costante dello stato del verde urbano. «A oggi – denunciano – questa piattaforma non risulta attivata pubblicamente. Che fine ha fatto SpaceGreen?».

La Rete sottolinea come Terni non possa permettersi di perdere il proprio sistema ecologico urbano, fondamentale per l’assorbimento di inquinanti, polveri sottili e anidride carbonica, oltre che per la produzione di ossigeno. Il confronto con altre realtà industriali pesa come un macigno: Cremona, anch’essa sede di un’importante acciaieria come l’Arvedi, è 12ª nella classifica di Ecosistema Urbano di Legambiente, mentre Terni scivola al 60° posto. Sul fronte degli alberi, Cremona è terza, Terni 43ª. «Sono dati noti, ripetuti in convegni e documenti – osservano – ma nei fatti si continua a tagliare senza strategia».

Sul tema, la Rete ricorda anche l’incontro del 16 dicembre, tenutosi alle ore 9.30, con l’assessore Iapadre e gli uffici comunali competenti, alla presenza del dirigente Federico Nannurelli, del dottor Enrico Maccaglia e della dottoressa Tomita Petrolati. Tra i punti affrontati: le nuove piantumazioni (comprese le paulownie), il bando regionale da 3,8 milioni di euro per la forestazione urbana, la proposta di un tavolo permanente di confronto tra Comune, associazioni, Arpa, Afor e Università per avviare il piano regolatore del verde previsto dalla legge 10/2013, e la richiesta di una sezione dedicata al verde urbano sul sito istituzionale del Comune.
«Il confronto è stato corretto e sereno – conclude la Rete – ora attendiamo un nuovo incontro per dare finalmente avvio a un percorso concreto. Perché il verde non è un problema da tagliare, ma una risorsa da tutelare e valorizzare».

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