di Marco Brunacci
PERUGIA – Benvenuti nell’Umbria, Repubblica delle tasse, ente record per tutta Italia (escluse le due Regioni sottoposte dal Governo centrale a manovra di rientro della sanità).
Umbria7 aiuta i suoi lettori a capirne gli effetti deleteri.
1.Abbiamo già detto che i 184 milioni di euro, con le disposizioni vigenti, diventeranno 250 milioni in 4 anni, nonostante non ci sia alcuna base normativa per questo allungamento.
Questi milioni verranno spesi in minima parte per l’edilizia sanitaria, niente per i rifiuti (d’altra parte non c’è alcun piano di chiusura del ciclo e quindi sarà tutto a carico dell’impegno volontario delle famiglie).
Invece verranno spesi per – diciamo – “impegni” presi con una quota chi ha votato i partiti dell’attuale maggioranza, a partire dalla costruzione dei nuovi alloggi della cosiddetta edilizia popolare, che verranno costruiti, in assenza di una qualunque urgenza, per le
famiglie immigrate. Una parte verrà destinata alla piccola cultura e anche per celebrare il lombardo Dario Fo. Era o non era indispensabile?
2.L’80% del gettito in più, preso dalle tasche degli umbri, verrà dai pensionati e dal reddito fisso, i lavoratori dipendenti. Il ceto medio si sobbarcherà un costo che nel 2026 sarà percentualmente molto rilevante, dovuto agli arretrati. Un altro 10% arriverà dalle entrate
finanziarie, tassate all’origine. E solo il 10% dal reddito autonomo.
(In)giustizia fiscale è fatta.
3.Segnaliamo due effetti immediati della manovra della super tasse: a)nella pubblica amministrazione (ma anche nel privato), è meglio essere diplomati o, volendo, terza-medisti, che laureati. Gli effetti dell’istruzione sullo stipendio si vedono infatti proprio intorno ai 28 mila euro. Per cui, quando qualcuno dei politicanti locali vi dirà che bisogna studiare, non gli date retta, a meno che non abbiate intenzioni di emigrare.
b)L’effetto sulla sanità – cercheremo di dedicare a questo una puntata specifica – è facile da immaginare a grandi linee: i medici bravi sono di fatto invitati ad andarsene dalla Regione o a non venire qui.
E’ infatti ufficiale: sono pagati meno delle regioni limitrofe, molto meno di quelle del nord, ma in compenso vengono tassati al massimo consentito.
Dicono gli analisti che la sanità umbra, per porre rimedio al gap delle mobilità passiva, una vera tassa occulta, deve fare opera di reclutamento nel resto d’Italia per attrarre bravi professionisti, all’altezza di quelli protagonisti della migliore stagione della sanità regionale.
Ma visto come vengono fiscalmente trattati, la presa in giro è evidente.
Dovrebbero venire come missionari in Umbria? Meglio allora il Burkina Faso. Dovrebbero forse venire per amore delle belle colline e del pecorino? Se proprio uno vuole, si compra un casolare nel comune di Todi (dove Ruggiano almeno ha abbassato la Tari).
4.Ultima riflessione per questa puntata: il centrosinistra storico non avrebbe mai effettuato una manovra immotivata da questo genere, i cui effetti saranno evidenti per le classi meno abbienti già nei prossimi mesi.
Nella piccola vasca dell’economia umbra, muovere l’acqua da una parte provoca un immediato effetto dall’altra.
La maxi manovra immotivata va considerata, quindi, come il primo grande successo del campo largo o se volete, del Patto Avanti. Viva la Repubblica delle Tasse. Festeggiamenti in corso.


