TERNI – Suscita polemiche la decisione dell’amministrazione Bandecchi di non ricorrere ad appalti esterni per i servizi cimiteriali ma di affidarsi alla sua municipalizzata Terni Reti.
Una gestione interna, dunque, a fronte di quella solita delle cooperative sociali. Ma ora, a pochissimi giorni dall’avvio della nuova gestione, salta fuori che Terni Reti si è rivolta a due aziende in sub appalto.
Una soluzione due non piace ai Cinque Stelle che parlano di costi addirittura aumentati, di ben 100 mila euro: «Dopo le strade, ora tocca ai cimiteri: l’amministrazione guidata dal sindaco Bandecchi ha affidato il servizio alla partecipata Terni Reti, promettendo maggiore efficienza e costi più bassi per i cittadini. Ma al momento dell’avvio del nuovo sistema emergono le prime criticità.
Si scopre che manca il personale necessario per effettuare le tumulazioni. Una situazione che ha costretto il Comune a rivolgersi nuovamente a ditte esterne per evitare il blocco delle attività, nonostante solo il 24 dicembre l’assessore Cardinali avesse assicurato che dal 2 gennaio il servizio sarebbe stato operativo senza problemi.
La narrazione del risparmio viene smentita dai numeri. Il servizio affidato a Terni Reti costerà infatti circa 466 mila euro l’anno, a fronte di una spesa precedente stimata attorno ai 300 mila euro annui. Oltre 100 mila euro in più ogni anno, ai quali andranno sommati gli eventuali costi per gli affidamenti esterni tampone. Una situazione che porta i cittadini a pagare più volte per lo stesso servizio: il canone alla partecipata, le ditte private chiamate in emergenza e gli stipendi dei dipendenti comunali ancora presenti negli uffici».
Ai Cinque Stelle replica il consigliere comunale di Ap Claudio Batini:
«L’attacco del M5S su Terni Reti rivela una verità scomoda: l’amministrazione Bandecchi ha rotto il sistema. Affidare i servizi cimiteriali alla partecipata al 100% del Comune significa una cosa sola: fine degli affari per i soliti noti e fine degli sprechi.
Il vantaggio per i cittadini è concreto:
gestire il servizio in casa significa eliminare il profitto dei privati. Ogni euro risparmiato resta nelle casse del Comune per essere reinvestito direttamente nel decoro, nella pulizia e nella manutenzione dei cimiteri. Più controllo, meno burocrazia e nessun regalo alle cooperative».


