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Da Hannoun a Maduro, la politica estera diventa la pietra di inciampo delle giunte umbre del campo largo

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Dopo il caso dell’arrestato con l’accusa di finanziare Hamas, ecco l’assessore Barcaioli – a sorpresa con una nota dell’agenzia della Regione – chiede alla premier Meloni di condannare gli Usa. Come reagiranno i partiti di maggioranza, a iniziare dal Pd? Alla fine varrà la cinica dottrina del “Perugia val bene una messa”?

DI Marco Brunacci

PERUGIA – Attenzione: le nuove giuste di sinistra in Regione e a Perugia hanno scelto di cavalcare la politica estera e ora hanno un problema serio.
Il caso Hannoun a Perugia ha creato i primi guai: la sindaca Ferdinandi è ovviamente libera di andare a fare tutte le manifestazioni che vuole, ma deve spiegare ai perugini cosa pensa di Hamas e della causa palestinese e dell’arresto di Hannoun.
Quindi i partiti componenti del governo della città devono far sapere se sono d’accordo con la sindaca.
Le conseguenze? Possono essere del genere: Perugia val bene una messa. Oppure creare serie spaccature.
La politica estera è stata un must del governo regionale.

Bei tempi quando Proietti issava la bandiera palestinese su palazzo Donini, con l’entusiastico appoggio dell’assessore-segretario di Avs, Barcaioli.
Adesso Barcaioli chiede (come segretario e come assessore regionale, infatti la nota è sorprendemente dell’agenzia di stampa della Giunta regionale) che la premier Meloni condanni l’intervento armato degli Usa in Venezuela e l’arresto di Maduro e della moglie, considerata il cervello del regime sudamericano.
Barcaioli nell’attacco agli Usa e il presidente Trump, cita in maniera sciagurata il premio Nobel, dimenticando che quest’anno è andato alla leader dell’opposizione a Maduro, la quale aveva chiesto a Trump di rovesciare il regime oppressivo e antidemocratico – così lo considera non Trump ma la premio Nobel di quest’anno – di Maduro.
È curioso che Barcaioli, in prima fila a chiedere all’Umbria e alla presidente Proietti il riconoscimento dello Stato palestinese, si sia stavolta rivolto solo alla Meloni e non anche alla Proietti.
E chissà se la presidente Proietti, così sollecita con la Palestina, sia pronta a una presa di posizione su Maduro che tanto sta a cuore a una componente fondamentale della sua maggioranza, Avs.
E chi lo sa cosa pensa di tutto questo il Pd, che ha la larghissima maggioranza del governo.
Alla fine sarà il più sereno (e crudele) cinismo a mantenere la Giunta regionale e quella di Perugia in sella?
Della pace, della guerra, delle sofferenze dei bambini, delle dittature e della libertà, dei premi Nobel, ci si occupa solo se servono ad ancorarsi alla poltrona?
La politica estera, così usata da Proietti, per caratterizzare il proprio governo, ora che è un inciampo, verrà accantonata?
L’odio per l’Occidente, che caratterizza tanta sinistra e riaffiora a ogni crisi, è condivisa da tutte le forze del campo largo?
In attesa di risposte ai quesiti, il campo largo, per l’ennesima volta, si conferma come un sistema escogitato per vincere le elezioni, non per essere una onesta e trasparente proposta di governo agli elettori.

Cimiteri, la gestione fai da te fa resuscitare le polemiche

Il presidio a Perugia (foto da Facebook/Stefano Vinti)

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