TERNI – Fiori, cioccolatini, cene romantiche, letterine, fidanzamenti, promesse di matrimonio, scambi di anelli, viaggi e tanti, tantissimi, cuoricini. San Valentino, nel Mondo, è anche molto di più. A Terni è il patrono, il vescovo martire, la festa liturgica. E a Perugia scompare. Il caso del calendario della Regione, che non lo celebra nemmeno sul calendario che ogni anno regala ai dipendenti e ai rappresentanti istituzionali, continua a far discutere. Si infuria per primo il sindaco Bandecchi. Ma anche gli storici ci sorprendono. Non capiscono la scelta di far fuori il patrono di Terni ed accogliere quello di Perugia. La Regione, infatti, per il mese di gennaio ha inserito correttamente San Costanzo (29 gennaio), seguendo il calendario della Chiesa cattolica. Non ha fatto lo stesso, invece, per il mese di febbraio: ha riportato Cirillo e Metodio, ha omesso San Valentino, nonostante il calendario ufficiale della CEI lo riporti chiaramente (qui il link). Una “disparità” di trattamento tra i due santi patroni (uno presente e l’altro rimosso) che ha scatenato la rivolta del popolo dei social, tutta a favore di Bandecchi, che attacca la Regione sullo squilibrio delle politiche territoriali.


