PERUGIA – Il 2025 è stato il primo anno di governo per la coalizione di Sinistra-Sinistra (e di fatto centro inesistente o muto) guidata dalla presidente Proietti: un anno francamente proprio difficile, dovuto alle liste d’attesa raddoppiate, alla stangata fiscale che ha provocato un evidente cambio di clima politico in Umbria, alla difficile relazione con il fronte sindacale non Cgil e con le associazioni di categoria, ai mille progetti regionali (dalla stazione alta velocità al termovalorizzatore) cestinati in favore, ad oggi, di alcuna alternativa.
Ma, tra mille mugugni ed una sostanziale spaccatura tra Proietti e il Patto Avanti dei giovani (Ferdinandi, Bori, De Luca, Barcaioli solo per citarne alcuni) la maggioranza di sinistra è comunque rimasta finora compatta, nell’intento di provare ad invertire la rotta nei prossimi quattro anni di governo, scongiurando eventuali crisi con potenziale voto anticipato e rischio evidente di soccombenza con un centro-centro destra che ha svoltato su Romizi presidente.
Ma è proprio il 2026 che doveva essere di risalita a iniziare con il primo vero terremoto politico del nuovo governo di sinistra, sisma che sta scaturendo dalle prossime dimissioni dell’ottimo professor Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria.
Luca Ferrucci, toscano, ciclista, mite, preparato, di sinistra radicale ma credibile, è professore di ruolo dell’Università di Perugia in economia e gestione delle imprese.
In passato fu considerato lo spin doctor economico della Presidente Marini e molto ha sofferto anche come immagine l’ingresso dell’Umbria tra le Regioni in transizione nel 2019, che molti nell’allora centro del centro sinistra addebitarono alle politiche economiche da lui ispirate.
Uno scontro al calor bianco sullo studentato di San Bevignate in quegli anni gli costarono inoltre l’amicizia del poi Rettore Oliviero, tanto che Ferrucci, prima considerato dominus di Economia, vide la facoltà da lui amata diretta dal 2022 dal liberale Signorelli sostenuto da centro e centrodestra.
Ma Ferrucci è tornato in auge con la sinistra di nuovo al potere ed è stato premiato, per la verità dopo molte vicissitudini, con il ruolo di Amministratore unico di Sviluppumbria, grazie ai buoni rapporti con la Proietti, sconfiggendo qualche esponente della vecchia sinistra spalleggiato dal Patto Avanti, che quel ruolo lo avrebbe voluto per sé.
Forse una imprudenza però (si mormora che Ferrucci abbia chiesto di non curarsi più della Università, da quest’anno, pur percependo lo stipendio di circa 5.000 euro netti mensili) a inizio del nuovo anno ha consentito a un pezzo di sinistra di solleticare l’Ateneo, regno di rigore e morigeratezza, che ha deciso di ricordare al professore che avrebbe dovuto optare per l’uno o l’altro ruolo.
Ferrucci, dopo aver provato a rinunciare al compenso (1.500 euro mese) da amministratore di Sviluppumbria, senza sortire effetto sulla Università, ha provato a minacciare dimissioni dal ruolo di governo pubblico, sperando che il terremoto politico che avrebbe causato a Proietti, avrebbe a propria volta costretto al nulla osta un Ateneo che evidentemente ritiene direttamente collegato alla Sinistra.
E invece, come sostenevano i bene informati, il nuovo Rettore Marianelli è ancora più determinato nella volontà di assoluta indipendenza dell’Ateneo, e questo tentativo ha provocato un ancor maggiore irrigidimento della Università.
Ora Ferrucci non vuol mollare sapendo che a sinistra, segnatamente nel Patto Avanti, c’è chi vorrebbe la sua poltrona. Tanto più che si sente sostenuto da una buona parte delle associazioni di categoria, preoccupatissime, in un’Umbria in palese difficoltà, di perdere uno dei pochi interlocutori credibili del governo regionale a vantaggio di altro un ex politico rottamato.
E allora cosa sembra aver deciso di fare? Porrà nei prossimi giorni – da quel che si è capito – il dilemma alla Proietti in persona: intervento risolutivo (ma come?) o terremoto politico con frattura insanabile a sinistra?
Umbria7, che in esclusiva ha anticipato ed analizzato le scosse di profondità in atto, anticipando che c’è gia pronta una soluzione con il ternano Ottone al posto di Ferrucci, terrà aggiornati i propri lettori su quella che è la prima vera crisi di maggioranza a sinistra.


