TERNI – L’Assemblea generale della FIOM-CGIL di Terni, riunita per discutere le prospettive del settore metalmeccanico, ha lanciato un duro allarme sul futuro produttivo e occupazionale del territorio. Attraverso la relazione del segretario generale Alessandro Rampiconi e i contributi di Claudio Cipolla per la CGIL e Loris Scarpa per la siderurgia nazionale, l’organizzazione ha denunciato come la crescente instabilità globale, segnata da conflitti e tensioni geopolitiche, stia già producendo effetti devastanti sui sistemi manifatturieri. In questo scenario, desta particolare preoccupazione l’entrata in vigore del meccanismo CBAM prevista per il primo gennaio 2026, che rischia di colpire duramente il comparto siderurgico europeo in assenza di politiche ambientali e industriali realmente coerenti.
A livello nazionale, la FIOM ha espresso una critica radicale all’operato del Governo, ritenuto responsabile di una strategia industriale assente e di politiche che penalizzano il welfare e i salari, favorendo al contempo la precarietà. Il sindacato ha inoltre manifestato una forte opposizione sul piano dei diritti civili e democratici, contestando le norme che limitano il dissenso e ribadendo il proprio impegno per il No al referendum costituzionale della prossima primavera. Questa critica si riflette direttamente sulla situazione umbra, dove il territorio di Terni sconta una crisi strutturale che minaccia la sua storica identità industriale, con particolare riferimento ai settori dell’automotive e della filiera del tubo che rimangono privi di reali alternative strategiche nonostante i nuovi orizzonti europei sui motori termici.


Il nodo centrale della discussione resta la situazione di Acciai Speciali Terni, definita dall’Assemblea come caratterizzata da una grave e inaccettabile incertezza. Nonostante le dichiarazioni ufficiali di Governo e Regione, la FIOM rileva l’assenza di avanzamenti concreti sia sul fronte degli investimenti che su quello delle garanzie per i lavoratori. Per queste ragioni, il sindacato rivendica con forza il diritto di partecipare attivamente al tavolo di monitoraggio dell’accordo, ritenendo il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori l’unica via per garantire trasparenza e prospettive industriali credibili.
Sul fronte della contrattazione, la FIOM ha registrato una partecipazione straordinaria alle assemblee per il rinnovo del CCNL, segnale di una forte condivisione delle piattaforme rivendicative che ha portato alla definizione di un’ipotesi di accordo ora pronta per il referendum tra i lavoratori. Questo impegno proseguirà nei prossimi mesi con la campagna per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU), intesa come lo strumento fondamentale per rafforzare la democrazia nei luoghi di lavoro e difendere i diritti dei metalmeccanici in una fase di trasformazione estremamente complessa.



