Il 2026 inizia con i saldi e con nuove chiusure

«La lunga stagione delle svendite di fine inverno interesserà 9 ternani su 10». Intanto abbassano le saracinesche altre tre attività del centro storico

AURORA PROVANTINI

TERNI – E adesso saldi. La lunga stagione delle svendite di fine inverno è iniziata sabato 3 gennaio e interesserà 9 ternani su 10, che, secondo le stime di Confcommercio spenderanno una media di 137 euro a persona. Ma nell’arco di sessanta giorni. «Col fatto che quest’anno i saldi partono così a ridosso del Natale sono possibili due cose – segnalano gli operatori economici – che molte famiglie abbiamo atteso questo fine settimana per acquistare qualcosa di importante e quindi le vendite partono alla grande ma di fatto vanno solo a bilanciare la flessione registrata a dicembre, oppure che abbiano esaurito il budget e sono costrette a rimandare gli acquisti al mese prossimo». Comunque c’è ottimismo. «Comunque i saldi si confermano un appuntamento commerciale molto sentito – dichiara Monica Trippini, del negozio di biancheria per la casa “InTerni”, in corso Vecchio – che muove flussi, spesso anche da fuori regione. Poi se li muove adesso tanto meglio, visto che non è stato un buon Natale soprattutto in centro». Sottotono all’interno della Ztl, vivace nei centri commerciali, protagonisti assoluti anche dello shopping dell’ultim’ora (tra il 21 e il 24 dicembre sono stati letteralmente presi d’assalto).

L'ingresso del negozio Mendes illuminato, con persone in fila all'esterno, situato in una strada durante la sera.


Si parte bassi, con sconti del 30 per cento, ma arrivare al 50 per cento è facilissimo: basta individuare il negozi prossimi alla chiusura. Tre ai saluti: Carlo in via del Tribunale, Mendes in via Barberini (tiene solo i licali di via Primo Maggio), Parruccheria in corso Vecchio. Una boutique, una gioielleria e una rivendita di parrucche per signora.
In cima alla lista dei desideri dei ternani ci sono stivali e sneakers. Confesercenti stima che il 61 per cento degli acquisti si concentrerà su calzature di qualità. Seguono maglioni, pantaloni, capispalla e accessori. «Tra i 18 e i 34 anni aumenta l’orientamento verso capi di tendenza, minigonne e felpe – le stime nel dettaglio – mentre gli over 53 acquistano più volentieri camicie, cappotti e piumini».
L’acquisto non è automatico e non basterà a risollevare il comparto ma farà lo sgambetto all’online. Sempre secondo Confesercenti, «l’87 per cento di chi è interessato ai saldi progetta di comperare almeno un prodotto in un negozio di prossimità». Comunque, sia per Confesercenti che per Federmoda di Confcommercio serve fare una riflessione, tenendo conto il 3 gennaio è decisamente presto per mettere a metà prezzo i capi della stagione invernale appena avviata. Una partenza così anticipata ha tenuto in stallo anche le vendite natalizie e paralizzato lo shopping di fine anno. «Il calendario ha spinto molti esercenti ad attuare politiche di pre-saldo – denunciano i commercianti – che mettono all’angolo chi non le applica». «Se tutti noi facessimo rete – tuona Carla Mercorelli, Carla calzature di via Angeloni – ogni stagione delle vendite avrebbe il suo appeal senza compromettere il lavoro di nessuno. Invece c’è chi tenta sempre di trascinarti dentro ad una competizione promozionale che invece di attrarre flussi li allontana».

Tasse/ Non solo sul ceto medio, la scure della Regione Umbria si abbatte anche sulle imprese

Gli alberi di Natale non vengono buttati, i commercianti lanciano l’appello per darli in adozione