Il Pd si confronta sul Patto Avanti con idee diverse. Trappolino: «Ma io sono per renderlo ancora più avanti»

Il segretario provinciale del Pd conferma la discussione sul tema caldo, ma bacchetta le fonti che «hanno letto male» il suo pensiero: «Non lo critico, lo voglio più forte»

TERNI – Il Pd ha idee diverse su come riempire la proposta del “Patto Avanti” che viene in questi giorni fragorosamente festeggiato.
Ne ha dato conto Umbria7, ma non secondo quanto riportato da alcune fonti, afferma Carlo Emanuele Trappolino, il quale chiarisce così il suo pensiero. E volendo semplificare, il segretario provinciale di Terni del Pd, mostra di avere pensieri critici sull’oggi ma soprattutto sul domani del Patto Avanti però, come dire, da una prospettiva di sinistra, che si pone come obiettivo un Patto Avanti rafforzato, comunque implementato.
Scrive il segretario provinciale di Terni:
“Ringraziando per l’attenzione con cui ogni giorno il suo sito racconta l’Umbria, il territorio, la politica, mi permetto di scrivere per ripristinare il “vero per soggetto” rispetto ad alcune dichiarazioni che mi si attribuiscono”.
E questo “per rendere un servizio alla comunità dei suoi lettori, al partito che rappresento e ai suoi organismi, oltre che alle fonti, le quali mi auguro siano cadute in errore per distrazione nell’ascolto e non per sciatteria o, peggio, per strumentalità”.
La forma prima, poi la sostanza. Cosa ha detto Trappolino?
“In occasione della riunione della segreteria provinciale ho sottolineato l’opportunità di guardare al futuro in termini di progetto per l’Umbria e di dialogo con la società, aggiornando e approfondendo la lettura di quello che c’è ma soprattutto moltiplicando gli sforzi per rendere sempre più ambiziosa e aderente alla realtà la nostra visione.
Se è vero – e per me lo è e a questo attribuisco il senso di un fondamentale rinnovamento – che bisogna essere contemporanei, è urgente e necessario aprire una riflessione sui mutamenti profondi della vita economica, sociale, civile delle città e del territorio”.
Cosa significa in pratica? “Rifuggire dal settarismo di chi si perde la luna guardando il dito e il revisionismo opportunistico di chi piega i fatti alla retorica e accogliendo una nuova lotta comune contro il mal governo delle destre e contro chi compromette la convivenza civile calpestando le istituzioni”.
Trappolino segnala la mancanza di continuità per via della “crisi del modello di “buon governo” delle forze di sinistra e di centrosinistra che aveva assicurato servizi, opere pubbliche, partecipazione in quantità e qualità indiscutibile”.
E viene al dunque:
“Il Patto avanti è stato lo strumento per la “riconquista” di molte città e della regione e ora va portato all’altezza delle sfide nuove che le responsabilità di governo impongono. È tempo di rafforzare intenti e progetto, attraverso una grande “convenzione” (voglio così richiamare il senso etimologico di andare insieme) per dare prospettiva di durata e profondità di pensiero a una nuova fase di governo delle trasformazioni contemporanee”.
L’obiettivo è “mettere insieme, unire, idee per il territorio, per le città, per le comunità.
Per fare questo serve un partito in cui ciascuno sappia da che parte della barricata stare, in cui ciascuno, con responsabilità, pratichi l’ascolto, si faccia carico della propria quota di responsabilità nei confronti della propria comunità politica, si faccia strumento di partecipazione, sia al servizio degli altri. Un Pd, quindi, che sappia misurarsi con le sfide dei tempi con intelligenza e contenuto”.
Altre ricostruzioni del pensiero del segretario sono considerarsi, dice la nota, “del tutto fuorvianti” con giu’ “botte” a chi riferisce diversamente.
Ma il Pd discute. E qualcosa della discussione resterà.
Ps. Per ora in silenzio sul Patto Avanti resta solo il centro del centrosinistra, che in Umbria si accontenta di dividere qualche posto di potere.

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