M.Brun.
TERNI – Per Terni sarebbe una novità decisamente rilevante. Da suscitare, per certi versi almeno, clamore.
Un tam tam insistente afferma che nella palazzina della Banca d’Italia di Terni, da sempre oggetto di mille inutili parole della politica locale e regionale, senza poi mai entrare in un’interazione feconda con l’Ente, verrebbe la sede della Guardia di Finanza.
Vero? Falso? Di sicuro le fonti sono difficili da verificare.
Ma il tam tam monta e diventa sempre più assordante.
Il destino della palazzina è decisivo per il futuro del centro storico ternano.
La piazza antistante ha una fontana rimasta chiusa per oltre 10 anni e che ha smarrito da tempo il proprio valore artistico originario, con copie di mosaici falsi, poi recuperati, ma senza una manutenzione programmata adeguata, dicono sguardi esperti.
I quali criticano Palazzo Bazzani “annerito dallo smog” e la Palazzina Manni “ancora in condizioni impresentabili, con estese griglie dei sottostanti garage su mezza piazza, con ‘giochi d’acqua’ giallastra che, anziché simboleggiare l’idroenergia indicano lo stato ambientale urbano”.
Il tutto genera “un contesto deprimente e degradato che nessuno, in 30 anni, ha mai affrontato con un progetto organico”, sostengono i critico.
Che ora guardano al futuro della palazzina e Banca d’Italia, in attesa di sapere se porterà qualche vantaggio alla città.


