«La lezione di San Costanzo è estremamente attuale»

In cattedrale si è svolta la messa solenne per il patrono di Perugia

PERUGIA – «I Santi non sono proprietà esclusiva di nessuno, nemmeno delle Chiese; la loro memoria, anzi, unisce e contribuisce a trovare strade di stima, di collaborazione e di corresponsabilità nel servizio al bene comune». Lo ha sottolineato l’arcivescovo Ivan Maffeis nell’omelia della solenne celebrazione eucaristica della festa di san Costanzo, vescovo e martire, patrono della città di Perugia e della comunità diocesana perugino-pievese.

La elebrazione che si è tenuta in cattedrale, il pomeriggio del 29 gennaio, alla presenza dei rappresentanti della sindaca Vittoria Ferdinandi, della presidente della Regione, Stefania Proietti, di numerose istituzioni del capoluogo umbro, degli ordini cavallereschi di Malta e del Santo Sepolcro, della confraternita del Ss. Sacramento, di San Giuseppe e del Santo Anello e di numerosi fedeli.
«All’indomani del Giubileo, di quell’anno di grazia del Signore di cui parla il profeta Isaia nella prima lettura, grazia – ha affermato il presule durante l’omelia – che in Gesù Cristo non chiude mai i battenti, ci ritroviamo insieme, attorno all’altare, “nel felice ricordo di San Costanzo”, come prega la liturgia; “vescovo e martire, che per primo portò ai nostri padri il prezioso dono della fede”. La sua figura risale, infatti, alle origini della nostra Chiesa, a quella prima metà del II secolo che ci rende di poco successivi all’era apostolica».
«Nonostante la pioggia – ha aggiunto l’arcivescovo – abbiamo suggerito di annullare la Luminaria, il momento che ci ha riunti ieri sera nella Basilica dove sono collocati i resti del nostro Santo, è stato molto significativo, anche per la presenza dei rappresentanti delle Istituzioni e dell’autorità civica, in continuità con la tradizione che fin dal 1310 riconosce in S. Costanzo il Patrono della città. Questo fatto ci fa dire che i Santi non sono proprietà esclusiva di nessuno, nemmeno delle Chiese; la loro memoria, anzi, unisce e contribuisce a trovare strade di stima, di collaborazione e di corresponsabilità nel servizio al bene comune. Come scrive il nostro don Francesco Verzini sul settimanale La Voce, “questa convergenza tra Chiesa e città racconta il modo in cui una comunità custodisce e rinnova la propria memoria condivisa, rendendola manifesta e trasmettendola alle generazioni successive” ».
«San Costanzo – ha proseguito – rimane un’icona del discepolo del Signore: ci ricorda il primato assoluto di Dio, il primato di Cristo e del Vangelo, il primato dello Spirito; dice di un uomo, che ha affrontato senza esitazioni, anzi con coraggio, le conseguenze della sua missione. Torturato e ucciso, ha reso una testimonianza pacifica e fedele. Il suo è un amore che si veste di gesti di giustizia e pace, di accoglienza e carità fraterna; di superamento del male con il bene, della vendetta con il perdono, della divisione con il dialogo. Dunque, una lezione, la sua, estremamente attuale».
«Non che a tutti sia chiesto il martirio; a ciascuno, però, Gesù propone quella novità di vita, che nasce dal dimorare in lui: “Rimanete nel mio amore”. Noi dimoriamo, noi abitiamo, dove riposa il nostro cuore, dove trovano casa le ragioni del nostro vivere – ha detto ancora Maffeis – La stessa unione con il Signore non è un vago affetto o una speculazione intellettuale, ma vita concreta che si compie, come ricorda il Vangelo, nel rapporto con gli altri: “Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri”. Più che con le parole e le emozioni, l’amore si prova con i fatti. Non a caso, poco prima Gesù si era cinto di un asciugamano, per finire inginocchiato a lavare i piedi ai suo».
«Così la lampada, simbolicamente alimentata dall’olio donato dall’Amministrazione comunale in onore del Patrono – ha concluso – brilli in politiche familiari a sostegno dei genitori e della loro opera educativa, quindi della vita ad ogni livello, età e condizione; sia richiamo per noi adulti a coltivare un rapporto luminoso con i giovani, ci aiuti a stare loro vicino, a saper ascoltare le loro paure, a suscitare e riconoscere ali alle loro attese; illumini, infine, tutte le forze vive della comunità, aiutandole a operare sempre più insieme per iniziative e azioni che rispondano a un bisogno sociale che si fa sempre più grande, in termini materiali, come in termini relazioni, spirituali e culturali. San Costanzo benedica e sostenga la serena speranza e le responsabilità di ciascuno, spingendoci a portarle insieme».

Interior view of a church during a religious ceremony, with a congregation seated and standing. The ornate architecture features high arches, intricate frescoes, and large chandeliers, creating a solemn atmosphere.
Interior view of a grand church during a religious ceremony, featuring a group of clergy in red robes, a beautifully adorned altar with tall candles, and decorative architecture, including stained glass windows and chandeliers.
A congregation of people standing in a church, some dressed in dark coats, during a religious service. The interior features ornate decorations and a large painting on the wall.
A bishop in ceremonial vestments delivering a sermon at a church altar, with ornate decorations in the background.

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