PERUGIA – Legambiente anticipa le buone pratiche emerse in Umbria nel corso del 2025, segnalate all’interno del Rapporto Comuni Ricicloni che sarà presentato venerdì 13 febbraio a Perugia. Come si legge nel Dossier: “Di buone pratiche che generano economia circolare e che ne incarnano i principi parliamo come al solito nelle pagine finali di questo rapporto, e con orgoglio notiamo ogni anno quanto di positivo e notevole venga fatto da aziende, amministrazioni e comunità”.
Nell’Umbria segnata dal peso dell’inverno demografico e dalla decrescita del settore manifatturiero, in un contesto caratterizzato anche dalla debole crescita delle attività industriali più avanzate – quelle che richiedono elevate competenze, tecnologie, capacità progettuale e integrazione nelle filiere più competitive – il mercato del lavoro risulta poco qualificato e l’innovazione fatica a decollare.
Eppure, come comunicato dalla Camera di Commercio dell’Umbria, i dati delle assunzioni dei settori green nel 2024 dicono che le professioni “verdi” crescono e rappresentano già quasi il 35% di tutte le nuove assunzioni, le più richieste sono i tecnici specializzati, gli operai qualificati nella gestione eco-compatibile dei processi, gli esperti in bioedilizia, i consulenti ambientali, le figure per la gestione sostenibile delle filiere agroalimentari, i tecnologi ambientali e gli installatori di impianti fotovoltaici. Sono tutti profili professionali che risultano carenti anche in Umbria, dove il 59,3% delle assunzioni green è di difficile reperimento, un dato maggiore rispetto alla media italiana (53,8%), e dove il 29% delle assunzioni green riguarda gli under 29. Il 60,1% delle imprese perugine e il 56% di quelle ternane trovano difficoltà a reperire professioni green.
Come spiegano da Legambiente: «Si tratta di un dato impressionante che rivela quanto profondamente la transizione ecologica stia lavorando e sia già penetrata nei bisogni delle imprese. E uno degli aspetti interessanti, e forse meno scontati, di questa trasformazione del mercato del lavoro è che le competenze green riguardano indistintamente figure apicali e professioni meno qualificate; tuttavia, questa enorme domanda di lavoratori green o con competenze green, rivelatrice di una transizione assai vivace, ha potenzialità anche maggiori se sarà accompagnata anche da un’offerta adeguata di lavoratori debitamente preparati e disponibili. Anche perché le nuove normative europee in generale richiedono competenze sempre aggiornate, pena l’esclusione stessa dai mercati».
D’altra parte, la stessa Legambiente presenterà tra pochi giorni in un evento nazionale una serie di proposte per il rilancio del Clean Industrial Deal in Italia come opportunità da non sprecare per costruire una politica industriale, in grado di accelerare una giusta transizione verso la neutralità climatica ed un’economia circolare, cogliendo così appieno le grandi opportunità offerte dal mercato globale delle tecnologie pulite, che l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) valuta in almeno 2mila miliardi di dollari entro il 2035.
Per accompagnare il cambiamento e la crescita della nostra economia circolare in questi nove anni di EcoForum l’associazione ambientalista umbra ha raccolto e raccontato, all’interno del Dossier sui comuni Ricicloni, anche le tante buone pratiche della nostra regione. Un monitoraggio importante che dà visibilità ad aziende, amministrazioni, associazioni e gruppi di cittadini, attori della transizione ecologica, connettendo esperienze e mettendo in circolo capacità ed expertise.
Anche quest’anno saranno diverse le buone pratiche che ci dicono come nel territorio umbro proseguono e si rafforzano diverse iniziative di sostenibilità, economia circolare ed educazione ambientale.
Sul fronte raccolta differenziata, a Perugia continuano i risultati in crescita: dopo Ponte San Giovanni, il porta a porta si estenderà anche a circa 30.000 residenti di San Sisto e Castel del Piano nel 2026. A Città della Pieve tra luglio e ottobre 2025 è partita l’estensione integrale della raccolta domiciliare, con anche il ripristino della corretta colorazione dei contenitori per le diverse frazioni, e i risultati sono stati subito eclatanti.
Nelle scuole si consolida l’approccio “imparare facendo”: a Foligno la raccolta differenziata “classe per classe”, avviata nel 2019 e poi replicata in altri istituti, ha dimostrato maggiore efficacia rispetto ai soli bidoni nei corridoi. In questa cornice si inserisce anche il progetto “RecuperiAmo Risorse”, promosso da Legambiente Foligno e Valle Umbra Servizi: un questionario ha evidenziato una situazione disomogenea (bidoni spesso solo nei corridoi e poca raccolta in aula), ma anche una forte richiesta di strumenti e materiali per migliorare. La scuola più virtuosa sarà premiata con un distributore di acqua.
L’educazione ambientale si evolve in forme più ludiche e inclusive: il progetto regionale “Tanto dipende da noi” (AURI con FELCOS Umbria) ha coinvolto nelle prime due edizioni 28 scuole e ha portato, in Valnerina, alla realizzazione di un gioco da tavolo sulla raccolta differenziata ideato da uno studente dell’Istituto Agrario di Sant’Anatolia di Narco e sviluppato con docenti e istituzioni. Il gioco, pensato per apprendere attraverso sfida e cooperazione, diventerà uno strumento educativo distribuito alle scuole, valorizzando protagonismo giovanile, creatività e cittadinanza attiva.
Importanti passi avanti anche nella depurazione: l’impianto di Casone (Foligno) è oggetto di un ammodernamento con nuova linea fanghi, produzione di biometano, fotovoltaico e cogenerazione. L’investimento è di 13,6 milioni di euro (di cui 8,9 milioni da risorse PNRR) e punta a incrementare energia rinnovabile, ridurre emissioni e trasformare i fanghi da scarto a risorsa, in linea con gli obiettivi del Piano Industriale VUS 2022–2031.
A Spoleto, la Casa di Reclusione è diventata un caso emblematico di economia circolare e inclusione: dal 10 marzo 2025 è attivo un nuovo servizio di raccolta differenziata che ha portato, in pochi mesi, a un forte miglioramento delle performance (differenziata passata dal 20 a oltre l’80% stimato), con benefici ambientali significativi e l’attivazione di due borse lavoro annuali per persone detenute formate.
Crescono le aziende del settore rifiuti che realizzano un bilancio di sostenibilità. TSA Trasimeno Servizi Ambientali ha presentato il proprio a ottobre 2025, e racconta attività annuali con scuole, associazioni e stakeholder, oltre a consumi e impatti ambientali. Tra i dati più significativi emerge la riduzione dei consumi energetici tra 2023 e 2024, anche grazie a due impianti fotovoltaici installati nel 2024 e al recupero di biogas di discarica. Il bilancio si inserisce in un percorso di progressiva integrazione delle tematiche ESG (ambientali, sociali e governance) nella strategia aziendale, evidenziando anche sfide e criticità su cui l’azienda intende continuare a lavorare
Cresce l’attenzione ai Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: in Umbria la raccolta pro capite (dati 2024) è di 6 kg, vicina alla media nazionale ma ancora sotto gli obiettivi UE. A Magione si è svolta dal 16 al 23 gennaio 2026 l’“edizione zero” del percorso “Scuola R(ae)esponsabile” prevedendo la formazione di tutte le classi dell’IC G. Mazzini che in pochi giorni ha permesso di raccogliere circa 16 chili di micro-RAEE. A promuovere l’azione un partenariato composto da Legambiente Perugia e Valli del Tevere, TSA, l’associazione Liberamenti e il Comune di Magione.
Sul versante dell’innovazione sociale, continua l’espansione di Regusto. La pionieristica piattaforma basata su blockchain nata in Umbria 10 anni fa per facilitare il recupero di beni alimentari, oggi opera in tutta Italia e ha messo in contatto circa 600 fornitori e oltre 1800 enti non profit. A confermare l’utilità di replicare buone pratiche, una nuova esperienza simile nasce in Valtiberina grazie all’impegno di tre giovani del territorio: Helpiness è la loro startup che mira a ridurre lo spreco di cibo, abbigliamento, cosmetici e prodotti di parafarmacia, già selezionata nel programma B4I – Bocconi for Innovation e in fase di test con aziende ed enti no profit locali.


