Liverani Potenza-Ternana

Liverani vede futuro nonostante l’eliminazione

Ora inizia la rincorsa in campionato con qualche arma in più. Grande partita di Majer e si attende Aramu

DIEGO DIOMEDI

La Ternana esce dalla Coppa Italia Serie C, piegandosi solo ai rigori (dopo Pescara lo scorso anno) contro un Potenza che non perde in casa facilmente. Nonostante l’amarezza per la finale sfumata, Fabio Liverani si presenta ai microfoni con la consapevolezza di chi ha ritrovato la “sua” squadra, trasformata nel modulo e nello spirito. La vera sorpresa della serata è stata l’abbandono della difesa a tre per un inedito schieramento a quattro, preparato in tempi record. Una scelta figlia della necessità di neutralizzare le ripartenze avversarie viste all’andata.

«Abbiamo cambiato qualcosa tatticamente in soli due giorni e i ragazzi sono stati bravissimi», ha spiegato il tecnico. «Hanno giocato come se questo nuovo modulo lo avessero fatto da sempre. Nel primo tempo abbiamo trovato riferimenti tra le linee e non abbiamo sofferto nulla». Se la squadra è calata nel finale, non si è trattato di un blackout mentale: «Non credo si sia spenta la luce, fare 120 minuti ai ritmi dei primi ottanta non è semplice, specie in un campo particolare con pioggia e vento».

L’attenzione si è poi spostata sui singoli, con una menzione speciale per l’esordio di Majer, apparso già fuori categoria nonostante una condizione fisica ancora precaria. Liverani non ha nascosto l’entusiasmo per l’operazione di mercato:

«L’operazione Majer per noi è qualcosa di impensabile, resa possibile solo dalla proprietà e dal direttore Foresti. È un giocatore di categoria superiore che permette anche agli altri, come Vallocchia o Garetto, di giocare meglio». Il tecnico ha poi aggiunto un dettaglio sorprendente sulla forma dello sloveno: «Attualmente è al 50-60%. Negli ultimi mesi si è allenato solo al chiuso a causa della neve e non toccava pallone da giorni, ma si è integrato con una umiltà straordinaria».

Il tecnico ha analizzato con lucidità anche le lacune offensive, sottolineando come la qualità negli ultimi sedici metri debba ancora crescere: «Arrivavamo benissimo in zona d’attacco, ma ci è mancato il guizzo finale o l’ultimo passaggio. Aramu è il giocatore che deve darci quella qualità in più».

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