M.BRUN.
PERUGIA – La maggioranza ha mostrato insofferenza per questo “teatrino”, come lo ha chiamato, sulle tasse, ma chiaramente punta a far dimenticare prima possibile la stangata. Ma 100 euro di tasse in più al mese sul ceto medio possono essere davvero archiviate come un normale provvedimento della nuova amministrazione?
Essere i cittadini più tassati d’Italia può essere considerato un piccolo accidente, alla luce dei precisi esempi che qui di seguito fa Marco Regni?
Una manovra che è iniziata con le bugie sul buco – inesistente – della sanità, e proseguita con l’inutile arrampicata sugli specchi nei confronti di un bilancio regionale del tutto corretto, come attestato dalla Corte dei Conti, ed è finita con un messaggio arrogante contenuto nella nota di ieri della maggioranza: noi facciamo quello che vogliamo perché abbiamo i voti per farlo e non intendiamo più discuterne. Non dando alcuna spiegazione sui motivi di una mazzata senza precedenti, con sicuri effetti recessivi.
Nella nota di risposta alla maggioranza, i consiglieri di opposizione ribadiscono che non accetteranno prevaricazioni sul diritto-dovere di fare tutte le obiezioni possibili, in ogni tempo, rispetto ad una scelta che ritengono iniqua.
Stigmatizzano anche il divieto di fare foto e filmati in Aula. Un provvedimento estemporaneo.
Come ravvisano una doppia morale sulle critiche all’esposizione dei cartelli: “Vanno bene solo se li espone la sinistra”.
Sulla manifestazione all’esterno del Palazzo la maggioranza prende poi un granchio.
Non si è trattato di una “manifestazione flop” del centrodestra, ma il segnale che la gente comune, a livelli di base, come si direbbe a sinistra, si sta organizzando.
A manifestare era infatti una neonata associazione spontanea, nata contro le superasse e le liste d’attesa.
IL POST DI MARCO REGNI
📖 Piccola storia (vera) sull’IRPEF umbra
👨⚕️ Filippo, medico ospedaliero (75.000 € lordi)
👴 Antonio, pensionato (35.000 € lordi)
Si incontrano e leggono la nota stampa della Regione Umbria del 7 gennaio 2026.
🤔 Antonio, pensionato non laureato ma che sa far di conto, ricostruisce i calcoli e scopre il messaggio nascosto:
👉 “Ti ho dato una mazzata con l’addizionale regionale, ma siccome il Governo di centro destra guidato da Giorgia Meloni ha ridotto l’IRPEF statale tra 28mila e 50mila euro, in fondo il prelievo complessivo aumenta ‘di poco’.” In sostanza la Regione toglie dalle tasche dei cittadini e delle imprese tutta la riduzione delle tasse del governo Meloni e mangia ancora più soldi.
🍐🍎 I due concordano: non ha senso sommare le pere della tassa regionale con le mele della tassa statale. Ma decidono di stare al gioco della Regione e fanno un confronto semplice e onesto.
📊 Risultato?
🔴 A parità di IRPEF statale, in Umbria si paga di più.
- Antonio (35.000 €): Umbria = totale più alto tra tutte le regioni ordinarie
- Filippo (75.000 €): Umbria = ancora una volta prima per prelievo
🏆 Un “primato” che non c’entra nulla con piani di rientro o sanità commissariata.
📝 P.S.
Antonio fa notare a Filippo:
“Già che c’erano, oltre alla riduzione delle tasse del governo Meloni, nel comunicato la Regione potevano elogiare anche Antonino Ruggiano, che a Todi ha ridotto l’addizionale comunale. Se vivevamo lì, la batosta regionale pesava ancora meno.”
😏 Filippo risponde:
“Sono sono del mestiere questi qui???”
📌 Morale della favola:
L’IRPEF statale è uguale per tutti.
👉 La differenza la fa la Regione.
👉 E oggi l’Umbria è la più cara e si mangia tutto il risparmio della riduzione delle tasse decisa dal Governo nazionale e altri soldi in più. 💸








