TERNI – Il nuovo Santa Maria è roba per nipoti. Se i lavori iniziassero domani mattina – siamo lontani dall’apertura dei cantieri – se ne riparlerà nel 2035. Come dire, ci metteranno i piedi le nuove generazioni. Che la nuova struttura sanitaria di Terni non sia un’opera contemporanea è la stessa Regione dell’Umbria a certificarlo. E’ una infrastruttura del futuro. Lo studio Binini Partners, che ha affrontato il tema della logistica, esamina anche le tempistiche. Tutt’altro che confortanti. Se si dovesse fare a Gabelletta, a Capitello o nella piana di Maratta, ci vogliono minimo sette anni, che salgono a otto per l’area della stazione e arrivano a nove per Colle Obito. Conoscendo i tempi e i vizi dei cantieri pubblici, ci vogliono dunque dieci anni per il taglio del nastro, fermo restando che la posa della prima pietra è ancora lontanissima.
Ad oggi non è ancora stato individuato il luogo, né tantomeno è stata messa a punto la progettazione esecutiva. Operazioni che, di solito, richiedono mesi e mesi. Se non anni. I ternani, dunque, dovranno utilizzare ancora a lungo il vecchio Santa Maria. Con tutti i suoi problemi, da pronto soccorso congestionato ai posti letto insufficienti, appena 450 a fronte di un bisogno stimato di 600. Per consolarsi, i ternani possono sognare con i rendering del nuovo ospedale. Ne girano almeno dieci, tutti belli, con forma avveniristiche, oltre mille posti auto e anche con tanto verde attorno. Un sogno.







