TERNI – «Il centrodestra umbro festeggia mentre il Governo commissaria l’Umbria sulla scuola. Festeggia per dei tagli, perché di questo si tratta, anche se qualcuno prova a raccontarla come una semplice questione tecnica. La si fa passare per una bocciatura amministrativa, ma è una scelta politica precisa. L’Umbria ha rifiutato un nuovo giro di ridimensionamenti che avrebbero svuotato ancora di più i territori più fragili, soprattutto quelli montani, dove la scuola è spesso l’unico presidio pubblico rimasto». Lo dichiara il consigliere regionale di maggioranza Luca Simonetti (M5S).
«Qui la scuola non è una voce di bilancio. È ciò che tiene in piedi i paesi, le famiglie, la vita quotidiana. Dove chiude una scuola – prosegue – non arriva sviluppo, non arrivano servizi, non arriva futuro. Arriva solo l’abbandono. Invece di difendere la propria regione, il centrodestra preferisce applaudire decisioni calate dall’alto, accettando che Roma decida cosa può restare aperto e cosa no, come se questa terra fosse un problema da correggere e non una comunità da proteggere. Non c’è stato un confronto serio sui criteri, non c’è stato un vero dialogo sui numeri reali, non c’è stata una valutazione sull’impatto sociale. C’è stata un’imposizione. Questa non è una questione tecnica ma una scelta di campo. La scuola pubblica non si punisce, si difende».
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