M.Brun.
PERUGIA – Sarà perché oggi festeggia il suo compleanno (auguri), ma la presidente Stefania Proietti non ha fatto sentire la sua voce sul caso Maduro. E non ha detto nemmeno se parteciperà al presidio di oggi pomeriggio davanti alla Prefettura.
Un presidio per il Venezuela c’è già stato, in realtà, ed è stato promosso da Potere al popolo e dall’Unione di base dei sindacati, che scandivano: “Con Maduro fino alla vittoria”.
Non molto diverso il tono degli interventi ufficiali dei vertici regionali (Bistocchi e Barcaioli), che, in assenza di pronunciamento di Proietti, sono a considerare quelli ufficiali della Regione Umbria, la quale chiede a Meloni la “condanna” dell’intervento Usa in Venezuela.
Di più e più a sinistra rispetto alle parole di Schlein.
I centristi del centrosinistra tacciono, il clima sembra quello di prima dell’Ulivo e della nascita del Pd.
Un’eccezione: Italia viva annuncia che non parteciperà al presidio di oggi e vuole – dice il segretario umbro Gnagnarini – una presa di posizione di Proietti che preveda sia la difesa del diritto internazionale che l’indicazione di Maduro come dittatore, nemico del suo popolo.
Ma Proietti non dice, per il momento, nulla.


