Pubblici esercizi in caduta libera: chiudono i ristoranti tradizionali, aprono kebab e paninerie

Nel centro di Terni i locali tradizionali cedono il posto al take away o restano sfitti

TERNI – Una strage. Nel giro di pochissimo hanno chiuso quei ristoranti storici che insieme ai piatti della tradizione proponevano pietanze rivisitate utilizzando ingredienti di prima qualità. Tutti in centro: il Convivio, l’Osperia dell’Olmo, il Tacitus. Due in via del Leone, uno in piazza Tacito. Locali che rimanevano aperti anche la domenica a pranzo, diventando punto di riferimento per la comunità ternana.  

Non i soli a gettare la spugna. Sempre nel giro di pochissimo, hanno abbassato le saracinesche bar frequentatissimi come A Volte Tre, il Caffè del Corso, il Caffè del Teatro, l’Ambassador, The good wine. Tutti concentrati tra corso Vecchio e piazza San Francesco. Poi ci sono stati i passaggi di mano. Qualcuno è riuscito a cedere l’attività, come la Gelateria Europa, altri si sono arresi e, a due mesi dalla chiusura, hanno affisso il cartello “Vendesi attività”.

Al loro posto, il nulla. A parte il caso di Sartorialist, che si prepara a lasciare via del Leone per andare ad occupare gli oltre 300 metri quadrati lasciati liberi da A Volte Tre. Ma Sartorislist è un negozio di abbigliamento con un suo stile, non un bar. I bar, insieme ai ristoranti, sono in affanno. Aprono le paninerie, i kebab e le piadinerie (in via Garibaldi, via Roma, via Cavour, largo Villa Glori, piazza Solferino), chiudono le cucine tipiche.

L’Umbria va contromano/ Gualtieri (Pd) festeggia per il termovalorizzatore, ma qui pensano sia superato. Cgia annuncia il calo delle tasse sulle famiglie. Ma non qui

Rissa con l’accetta a Bastia, denunciati quattro giovani