PERUGIA – E’ stata inviata dal capogruppo di Fare Perugia-Forza Italia, Augusto Peltristo, una formale richiesta all’Ufficio Scolastico Regionale, alla Regione Umbria, alla Direzione Regionale Salute e ai Dipartimenti di Prevenzione delle Usl Umbria 1 e 2 per conoscere lo stato dei controlli sulla qualità dell’aria negli ambienti scolastici della regione.
«La nostra attenzione su questo tema – dichiara Peltristo – nasce già nel settembre 2020, quando, primi in Umbria e prima dell’inizio delle lezioni durante la pandemia, chiedemmo controlli sulla qualità dell’aria nelle scuole. Da allora abbiamo seguito questa battaglia con costanza e perseveranza, sensibilizzando tutte le istituzioni competenti».
Con l’adozione del Dpcm di luglio 2022, che ha introdotto le linee guida sugli impianti di aerazione e purificazione dell’aria negli edifici scolastici, il tema, aggiunge il capogruppo, è diventato «ancora più centrale. Grazie alle continue sollecitazioni, alcuni controlli sono stati avviati: fino al 2023, il Dipartimento di Prevenzione di Perugia ha effettuato monitoraggi su istituti campione, valutando in particolare anidride carbonica e temperatura; il Dipartimento Usl Umbria 2, sollecitato dalle nostre richieste, si era dotato ad inizio 2024 di idonea strumentazione tecnica per la rilevazione di alcuni parametri e predisposto un progetto per i controlli. I monitoraggi sono stati effettuati nel periodo aprile 2024 – marzo 2025, coinvolgendo 10 istituti scolastici (4 in provincia di Perugia e 6 in provincia di Terni), con il controllo di 87 ambienti scolastici e la rilevazione dei parametri: anidride carbonica, monossido di carbonio, umidità, temperatura e pressione atmosferica».
«Ora chiediamo chiarezza – prosegue Peltristo –: con quale regolarità vengono effettuati i controlli, che cosa è emerso dai monitoraggi, quali criticità sono state riscontrate e quali interventi sono stati adottati. La qualità dell’aria non è un dettaglio tecnico: è una questione di salute pubblica».
«Nelle nostre scuole – conclude – passano molte ore ogni giorno studenti, docenti, personale non docente, visitatori e personale esterno. Non si tratta solo di rispettare una legge, ma di garantire ambienti realmente salubri, controllati dal punto di vista fisico e microbiologico. È una questione di responsabilità istituzionale e civica».


