Quando le immagini non dicono tutto: Jacopo Natoli accende il dubbio al Caos

Successo di pubblico per la mostra “Ambigua” in corso nella Project Room – Sala Ronchini. LE FOTO

di ELENA CECCONELLI

TERNI – Non chiede di capire subito, né di scegliere un significato. Al contrario, invita a fermarsi, a guardare più a lungo, ad accettare l’incertezza. È questo il cuore di “Ambigua”, la mostra personale di Jacopo Natoli attualmente in corso al Caos – Centro Arti Opificio Siri, nella Project Room – Sala Ronchini, inaugurata con un’affluenza significativa che ha confermato l’interesse del pubblico per una proposta fuori dagli schemi.

L’esposizione nasce all’interno di Post – Caos, progetto condiviso tra il centro ternano e lo spazio indipendente romano Post Ex, pensato per mettere in relazione due contesti artistici diversi ma complementari. Un dialogo che si svilupperà nel tempo, attraverso una serie di mostre distribuite su quattro anni, e che in questo secondo appuntamento trova una sintesi efficace e spiazzante. Il titolo Ambigua non è solo una dichiarazione d’intenti, ma una vera e propria posizione teorica. Le opere in mostra abitano una zona grigia, instabile, dove l’immagine smette di essere uno strumento di chiarezza e diventa campo di tensione. Natoli costruisce un percorso fatto di slittamenti temporali e visivi: 21 lavori che vanno simbolicamente dal 1885, anno legato a un misterioso disegno attribuito a un suo omonimo antenato, fino a opere proiettate in un futuro indefinito. Il tempo, come il significato, perde linearità.

Pittura, disegno, fotografia, stampa, materiali d’archivio, testi e oggetti convivono senza gerarchie, generando un ambiente in cui ogni tentativo di interpretazione resta provvisorio. Alcune opere sono state realizzate appositamente per il Caos, entrando in relazione diretta con lo spazio e rafforzando il carattere site-specific del progetto. Il lavoro di Natoli ruota attorno al fraintendimento, non come errore ma come possibilità. L’artista mette alla prova lo spettatore e il suo bisogno di ordine, interrogando il ruolo dell’arte come luogo di sospensione, più che di messaggio. In Ambigua l’immagine non rassicura, non spiega, non conclude: resta aperta.
Artista e docente, Jacopo Natoli (Roma, 1985) porta avanti una ricerca transdisciplinare che attraversa pratiche relazionali e performative, muovendosi sul confine tra arte e vita quotidiana. Parallelamente all’attività espositiva, scrive testi critici e poetici, cura pubblicazioni indipendenti e insegna Arte e Immagine nella scuola secondaria di primo grado.

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