M.BRUN.
SAN GEMINI (Terni) – San Gemini, esterno giorno. Tutti parlano contro tutti, ma ormai è chiaro: il sindaco Luciano Clementella, secondo mandato, appoggiato dalla Lega ma con un pezzo di Lega che fatica a sopportarlo e l’opposizione (Diomedi Laurucci Gregori) che lo incalza, ormai balla da solo.
Cosa è successo e perchè è rilevante per il panorama regionale?
Uno: perchè si conferma che il centrodestra, in Umbria, i problemi ce li ha soprattutto dentro e dovrebbe risolverli.
Due: perchè la personalizzazione della politica crea problemi a prescindere dalla politica.
La storia per sommi capi: le tensioni magari c’erano già, però Luciano Clementella, sindaco confermato di San Gemini, si è trovato bombardato da sinistra (Diomedi Laurucci Gregori) e con richieste pressanti di spiegazioni da destra, nel momento in cui si è iniziato a chiedere il perché una società con parenti suoi (“affini”, ha detto il sindaco, ma ci sarebbe anche la moglie, che il diritto considera sicuramente molto, ma molto affine) ha visto archiviata per prescrizione la sua posizione debitoria (23 mila euro circa) in tasse esigibili dal Comune e che il Comune evidentemente non è stato capace di esigere nei tempi previsti dalla legge, visto che è scattata la prescrizione.
Da sinistra hanno fatto fuoco e fiamme, da destra hanno iniziato a chiedere spiegazioni. Fin quando il sindaco, dopo aver dato la colpa dell’accaduto all’inefficienza degli uffici, ha deciso di provare a
recuperare questo credito.
A sinistra e a destra hanno pensato al vecchio detto popolare dell’inutilità del chiudere il cancello quando i buoi sono usciti. In ogni caso, il ricorso del Comune in materia pare a tutti complicato.
Ma a destra hanno atteso due delibere (entrambe niente di che, una sugli autovelox e l’altra sulle luminarie) per far scoppiare il caso.
Il botto? C’è stato con le dimissioni dell’assessore leghista Federica Montagnoli dalla giunta di Clementella.
I saggi democristiani di decenni fa ammonivano: “Le dimissioni si minacciano, ma non si danno. Mai”. Però Montagnoli, dopo – raccontano – una scenata del sindaco, ha deciso di non ascoltare i vecchi saggi.
In verità, il giorno dopo – raccontano ancora – la Montagnoli è tornata in Comune, ufficialmente per prendere le sue cose, ma magari pure per un tentativo di pacificazione, perchè il centrodestra in
Umbria ha bisogno di tutto meno che di litigare e di mandare all’aria le poche giunta rimaste. Ma chi trova ad accoglierla? Gli imbianchini, che già stavano pitturando la sua stanza, evidentemente destinata ad altra persona. Va bene – come si dice – lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Ma a che velocità.
A questo punto cosa c’è nel futuro di San Gemini? La sinistra martella, attende di sapere come va a finire la storia della prescrizione per il debito della società degli “affini” del sindaco ed è pronta alle barricate, il pezzo di destra non allineata con il Clementella, affila le armi per il voto sul bilancio previsto per metà febbraio.
Il sindaco sulla carta potrebbe avere ancora una maggioranza, sempre che qualche altro membro dell’allegro consiglio comunale non si ritrovi ad avere problemi di opportunità politica con gli “affini”
(figurarsi: in questa piccola Umbria dei tanti parenti, anche in Regione gli “affini” sono fonte di grattacapi).
Clementella è quindi di fronte a un bivio: o rischia la poltrona con il voto sul bilancio oppure scende a più miti consigli con la sua maggioranza.
Per il momento balla da solo. Chissà se si diverte.


