PERUGIA – È stato inaugurato venerdì 30 gennaio il nuovo Ospedale di Comunità di Perugia, una struttura dedicata alla presa in carico socio‑sanitaria dei cittadini e collocata all’interno del Centro Servizi ex Grocco.
Il presidio rappresenta un tassello strategico nell’assistenza territoriale del Distretto del Perugino, offrendo un livello intermedio di cure e continuità assistenziale. Realizzato grazie ai fondi del Pnrr e all’impegno della Usl Umbria 1 nel potenziamento della sanità di prossimità, l’Ospedale di Comunità ha già ottenuto la certificazione dell’esperto indipendente, che ne ha attestato la piena operatività e la conformità agli standard previsti dal Decreto ministeriale n. 77/2022.
Erano presenti alla cerimonia di inaugurazione Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, Emanuele Ciotti, direttore generale dell’Usl Umbria 1, Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia, Michela Cardamone, direttrice f.f. del Distretto del Perugino. È intervenuto anche mons. Simone Sorbaioli, vicario generale della Diocesi di Perugia, che ha benedetto la struttura. Molti anche i rappresentanti delle istituzioni presenti, a sottolineare l’importanza strategica dell’Ospedale di Comunità perugino, tra cui Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, Tommaso Bori, vice presidente della Regione Umbria, e l’europarlamentare Marco Squadra.
Come ha ricordato la presidente Stefania Proietti “questo ospedale di Comunità nasce in un luogo tanto amato dai perugini, che incarna la visione e l’impegno del professor Grocco e del professor Seppilli, e oggi rappresenta il paradigma di ciò che vorremmo realizzare in tutti i territori dell’Umbria attraverso il nuovo Piano sociosanitario regionale. Siamo riusciti a inaugurare questo ospedale addirittura in anticipo sulle scadenze del Pnrr, a dimostrazione del grande impegno di tutta la squadra della sanità. Si tratta di un centro che si basa su un approccio sociosanitario integrato, con particolare attenzione alla fragilità, al sostegno delle famiglie e all’azione di alleggerimento verso i pronto soccorso e gli ospedali. Con il nuovo piano sociosanitario regionale, attraverso le continue assunzioni e l’innovazione dei percorsi e delle reti di cura e digitale, intendiamo creare le migliori condizioni assistenziali per tutti i cittadini umbri, a partire dai più fragili, proponendo un ‘modello salute Umbria’ che sia di ispirazione anche oltre i confini della nostra regione, come hanno saputo fare i padri fondatori della sanità umbra che hanno ispirato questo luogo di cura”. Nel corso del suo intervento, Proietti ha ricordato anche UmbriaFacile, l’app della Regione Umbria progettata per offrire un accesso facile e veloce a un ampio numero di servizi pubblici (tra cui la prenotazione di visite, esami sanitari ed cambia il medico).
Così il dg dell’Usl 1, Emanuele Ciotti: “L’apertura dell’Ospedale di Comunità di Perugia rappresenta un passo decisivo nel rafforzamento della sanità territoriale, abbiamo aperto un ponte tra casa e ospedale. Con l’Ospedale di Comunità, si rafforza una logica: la persona non deve inseguire i servizi; è la rete dei servizi che deve costruire un percorso intorno alla persona. L’Ospedale di Comunità non è ‘un piccolo ospedale’, è una risposta moderna a un bisogno molto concreto: stare vicino alle persone quando non serve l’alta intensità dell’ospedale per acuti, ma non basta ancora il domicilio. È un risultato importante, perché non bastano le risorse del Pnrr, servono le persone capaci di metterle a terra”.
La sindaca Vittoria Ferdinandi: “Questo è un luogo benedetto, simbolo di un bisogno di cura che non è solo clinico, ma che si estende alla persona nella sua interezza. Rappresenta bene quello sguardo di attenzione che si allarga sempre più anche intorno al paziente. Mettere la persona al centro è l’unica strada che possiamo seguire. Sono contenta che stiamo lavorando a un piano regionale che tiene insieme sociale e sanitario: due ambiti che non possono essere separati, perché spesso coincidono nella vita concreta delle persone. Dobbiamo prenderci carico dei bisogni in modo completo, mettendo in rete competenze diverse in maniera trasversale. È necessario andare nella direzione di un rafforzamento della sanità territoriale. Oggi inauguriamo un nuovo spazio di cura e ogni volta che ne apriamo uno significa che la nostra sanità territoriale cresce e diventa più vicina ai cittadini”.
Possono accedere all’Ospedale di Comunità pazienti con una patologia acuta minore che non necessitano di ricovero in ospedale o con patologie croniche riacutizzate che devono completare il processo di stabilizzazione clinica, con una valutazione prognostica di risoluzione a breve termine (entro 30 giorni), provenienti dal domicilio o da altre strutture residenziali, dal Pronto soccorso/Obi (Osservazione breve intensiva) o dimessi da presidi ospedalieri per acuti.
Queste transizioni sono gestite dalla Cot (Centrale operativa territoriale). L’accesso alla struttura avviene in base a protocolli ben definiti. L’obiettivo è ridurre i ricoveri impropri e garantire un percorso assistenziale continuo e appropriato.


