PERUGIA – L’appuntamento è per il 7 febbraio alle 18. Stavolta dentro Palazzo dei Priori, alla Sala dei Notari. Organizza ancora “L’Umbria della pace”.
Ma niente riferimenti ad Hannoun, che qualche grattacapo ha provocato alla sindaca Ferdinandi e alla sua Giunta.
Due sono state le manifestazioni a Perugia sempre di “L’Umbria della pace”: una con Hannoun presente e l’altra, recentissima, nel nome del leader palestinese arrestato con l’accusa di aver finanziato Hamas.
L’assemblea pubblica di sabato 7 febbraio è solo nel nome della Pace, che “è sempre in pericolo”, però con una richiesta di “No al riarmo europeo”, sostenuto invece da buona parte del Patto Avanti che governa Regione e Comune di Perugia, e infine un esplicito “Stop al genocidio in Palestina”.
La politica estera, come si vede, nonostante il tatto diplomatico degli organizzatori di quest’ultima assemblea e la scritta ecumenica “siamo tutti figli di Aldo Capitini”, resta una pietra d’inciampo per le nuove maggioranze umbre.


