Wolfgang Frankl, l’architetto d’Europa che cambiò il volto di Terni

Lavorò al Piano regolatore del 1959 e progettò il completamento di corso del Popolo. L’eredita culturale raccontata da Danilo Pirro

DANILO PIRRO

TERNI – La vicenda professionale di Wolfgang Frankl si intreccia in modo indissolubile con quella delle opere condivise con Mario Ridolfi, architetto ternano d’adozione e protagonista della ricostruzione italiana del secondo dopoguerra. Ma la figura di Frankl merita uno sguardo più ampio, capace di risalire alle sue origini culturali e di restituire la profondità europea del suo percorso.

Frankl nacque in un ambiente di alta borghesia intellettuale mitteleuropea. Era figlio di Paul Frankl, storico dell’arte e docente universitario originario di Praga, allora capitale dell’Impero austro-ungarico, e di Elsa Herzberg, pittrice e musicista berlinese, legata agli ambienti artistici progressisti e socialmente impegnati. Entrambi provenivano, per linea paterna, da famiglie ebraiche, inserite in quella cultura che, tra fine Ottocento e primo Novecento, si stava emancipando dai secolari vincoli di dominio aristocratico per aspirare a un ruolo attivo nella vita civile e culturale europea. In questo contesto Frankl respirò fin da giovane un clima di rinnovamento profondo delle arti e del pensiero. La nascita della Bauhaus e l’idea di un’architettura dotata di una forte etica sociale segnarono in modo duraturo il suo sguardo: l’architettura doveva uscire dall’accademismo e dall’esclusività elitaria per farsi strumento collettivo, accessibile, capace di incidere sulla qualità della vita. Anche se formato in una scuola di impronta più tradizionale, come la Scuola Tecnica di Stoccarda, Frankl ebbe modo di confrontarsi direttamente con la modernità, dall’esperienza del Weißenhofsiedlung al tirocinio presso Ernst Neufert, che gli consentì di misurarsi con una progettazione rigorosa e innovativa.

L’ascesa del nazismo segnò però una frattura irreversibile. La dimensione progressista e in parte socialista della cultura della Bauhaus venne messa in discussione, e per la famiglia Frankl divenne necessario lasciare la Germania per sottrarsi alle persecuzioni. Wolfgang si trasferì in Italia, stabilendosi a Roma nel 1933. Qui entrò in contatto con l’Accademia Hertziana e in  particolare con Richard Krautheimer, già allievo del padre e anch’egli di origine ebraica. Con Krautheimer avviò il lungo lavoro del Corpus Basilicarum Christianarum Romae, un’indagine sistematica sulle basiliche paleocristiane di Roma che segnò profondamente la sua formazione storica.

Nello stesso periodo Frankl entrò in relazione con gli ambienti del razionalismo romano e strinse un legame decisivo con Mario Ridolfi. Da questo incontro nacque un sodalizio destinato a durare decenni. Attraverso Frankl, Ridolfi si avvicinò anche al mondo tedesco dell’architettura moderna, grazie al comune rapporto con Konrad Wachsmann, autore della celebre casa di Albert Einstein a Berlino nel 1929 ed egli stesso costretto all’esilio.

La situazione precipitò con la promulgazione delle leggi razziali del 1938. Frankl lasciò l’Italia insieme alla madre per rifugiarsi in Inghilterra; Wachsmann emigrò negli Stati Uniti; il padre Paul era già stabilmente a Princeton. In Inghilterra, grazie all’amicizia paterna con Ernst L. Gutkind, Frankl si avvicinò in modo sistematico alla disciplina urbanistica. Lavorò direttamente ai piani di ricostruzione britannici nello studio di Jacqueline Tyrwhitt, figura centrale del dibattito urbanistico internazionale e membro attivo dei CIAM. Il ritorno in Italia nel 1948 segnò una nuova fase. Forte dell’esperienza inglese e di una visione ormai matura dell’urbanistica, Frankl riprese la collaborazione con Ridolfi. Negli anni Cinquanta lavorò al Piano Regolatore di Terni del 1959 e ai piani particolareggiati di Clai, Duomo e Tacito. Le acquisizioni maturate in ambito CIAM e il confronto con la cultura anglosassone lo portarono progressivamente ad allontanarsi dal funzionalismo più rigido di matrice razionalista, orientandosi verso una visione maggiormente antropocentrica della città. Una posizione in sintonia con l’evoluzione di Ridolfi e con l’adesione all’architettura organica promossa da Bruno Zevi.

La traiettoria di Frankl, qui necessariamente sintetizzata, ha lasciato a Terni un’eredità concreta e duratura, che culmina nel progetto di completamento di Corso del Popolo. Le vicende drammatiche della sua famiglia – in particolare dei genitori Elsa e Paul – hanno infine trovato un riconoscimento simbolico a Halle, dove nel 2022 l’amministrazione comunale ha collocato, nei pressi dell’abitazione dei Frankl, le pietre d’inciampo: un segno discreto ma potente di una storia europea fatta di cultura, esilio e responsabilità civile.

A promotional poster for a conference titled 'La Cultura Ebraica' focusing on the works of architect Wolfgang Frankl, scheduled for January 27, 2026, in Terni, Italy. It features a menorah and a design resembling architectural blueprints, along with details about the event and speakers.

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