Ansia centrodestra, se fa l’accordo a Roma dovrà aggiungere un posto a tavola per Bandecchi in Umbria

Parte la volata verso il Parlamento, si è iniziato con lo scontro con Nevi, non più sicuro a Terni. Ma c’è anche l’attacco al sindaco di Zaffini. Come finirà? Nessuno per ora fa pronostici

TERNI – “Dire che il Comune di Terni la butta in caciara e offensivo e scarsamente intelligente”. Questo afferma il sindaco di Terni, Bandecchi, che si rivolge all’onorevole Raffaele Nevi con un garbo non consueto.
Non usuale neanche il seguito per il sindaco, noto per essere normalmente molto più duro: “Sostenere, per il nuovo Santa Maria, che i prestiti Inail sono soldi pubblici, è la palesa dimostrazione dell’incapacità politica e amministrativa dell’onorevole stesso”.
In altre tempi avrebbe usato altre espressioni il sindaco Bandecchi. Ma questo scontro tra lui e Raffaele Nevi, esponente ternano di Forza Italia, portavoce di Antonio Tajani, ma con problemi di conferme il prossimo anno come deputato, aprono un nuovo scenario.
Quale? La corsa nel centrodestra per le prossime elezioni politiche è al via, mentre per il centrosinistra manca ancora qualche settimana.
Bandecchi, ormai è noto a tutti, sta lavorando a Roma per un accordo con i partiti del centrodestra. Tutti dicono che l’approdo sarà la Lega, ma non è esclusa una intesa con Forza Italia, a sentire certe voci. Non sembra davvero che ci sia Fratelli d’Italia tra i corteggiati.
Se Bandecchi trovasse l’accordo a Roma, sarebbe con ogni probabilità candidato in Umbria, e questo restringerebbe il numero dei posti a disposizione.
Ecco lo scontro con Nevi, ecco che il senatore Zaffini, che dice che Bandecchi è “stato un incidente di percorso”, dimostra che c’è una partita nella partita.
Anche Zaffini, anche se non direttamente, può essere interessato. Altri anche sono in allarme.
Assegnare un posto a Bandecchi, per volontà dei partiti nazionali della coalizione in Umbria, avrebbe delle conseguenze che cominciano a vedersi.
Per altro anche lo stile di Bandecchi chiarisce come la battaglia sia su più fronti.
Tutti ritengono che il sindaco non arriverà a fine mandato e anzi si dimetterà prima, sicuramente in tempo per farsi candidare in Parlamento.
Ci sono le premesse per giungere ad altri scontri nei prossimi mesi.

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