di Marco Brunacci
PERUGIA – La strategia di governo è di fatto dichiarata: far dimenticare la stangata delle tasse, al grido di “quel che è fatto, non stancate con le recrimazioni”.
In realtà, come si può facilmente comprendere numeri alla mano dall’acuta analisi di Marco Regni, degli approfondimenti del quale i lettori di Umbria possono nutrirsi da mesi, la decisione delle stra-tasse, senza alcun motivo e del tutto sproporzionata, è ora il segno distintivo di tutta la legislatura e lo sarà per il futuro dell’Umbria.
Il governo Proietti, su una linea di sinistra massimalista ed ideologica, che non ha alcun riferimento nella cultura di governo del centrosinistra “storico” umbro, ha deciso di fare nel suo piccolo lotta di classe. Contro il ceto medio.
Volendo dare un riferimento in qualche modo culturale, contro l’odiata borghesia degli ideologi sessattontini.
È vero: il governo Proietti è anche una serie di piccoli pasticci, che hanno un nome e un cognome, o legati a scelte incomprensibili per una moderna amministrazione, che sembrano avere un solo filo conduttore: il mantenimento delle poltrone.
Però le tasse sono il senso di tutta l’azione governativa.
Il calcolo è che i “soliti noti” sono abituati a pagare per tutti, in particolare per titolari di vantaggi politici ed evasori. Quindi i partiti del Patto Avanti non ne avranno svantaggi elettorali. Ma chissà.
Comunque sia, benvenuti in Umbria terra che ce l’ha a morte col ceto medio, una sorta di nuovo nemico di classe.
Non perdetevi l’articolo e le tabelle di Marco Regni qui di seguito
I nostri Antonio (35.000 € IRPEF lordi) e Filippo (75.000 € IRPEF lordi) nei giorni scorsi, leggendo due post molto interessanti di Mauro Cozzari 👇
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hanno iniziato a riflettere sul rapporto tra fiscalità regionale, addizionale IRPEF e fattore famiglia 👨👩👧👦.
📊 Fino ad oggi abbiamo visto che l’Umbria è la regione che massacra di più il ceto medio in Italia, primeggiando anche tra quelle commissariate per la sanità.
Ma finora non si era affrontato in modo specifico il tema dei figli a carico.
👉 Antonio e Filippo, leggendo le delibere regionali pubblicate sul sito del MEF, hanno scoperto che — avendo entrambi due figli a carico al 50% (di cui uno disabile) — in molte regioni pagherebbero ancora meno rispetto alle simulazioni viste finora.
In alcuni casi addirittura non pagherebbero nulla (Bolzano) 😳
👶 Se poi si allarga il ragionamento a tre figli a carico, in diverse regioni pagherebbero molto, molto meno che in Umbria.
📌 Finora le simulazioni umbre consideravano solo la detrazione di 150 € (unica prevista) per i redditi tra 28.000 e 50.000 €.
❗ In tutte le altre regioni non erano ancora stati conteggiati gli sconti e le detrazioni legati a figli e disabilità.
➡️ Risultato: si conferma sempre di più la grande iniquità fiscale della manovra regionale dell’Umbria.
👀 Guardate gli esempi pubblicati:
Questa iniquità è ancora più grave perché nella scorsa legislatura la legge sulla famiglia era stata ampliata con nuovi benefit, oggi però poco utilizzati dal governo regionale.
👉 Sul tema: leggere i post recenti di Paola Fioroni.
💡 Dagli esempi emerge anche che alcune regioni applicano l’aliquota allo 0,9%, molto meno dell’1,23% che secondo qualcuno “non si poteva abbassare”…
Peccato che la legge nazionale, io e Michele Guaitini lo avessimo spiegato subito dopo il dibattito in Consiglio regionale.
🏥 Del “buco della sanità”?
Non se ne parla più perché la sua inesistenza è stata confermata dalla fonte più autorevole sui conti pubblici:
👉 il Presidente della Corte dei Conti dell’Umbria.
Intervista del 5 dicembre 2025:
🔗 https://drive.google.com/…/11nvP50mZTl3UFGL4whZ…/view
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📚 Link utili:
🔎 Aliquote e detrazioni regionali MEF
https://www1.finanze.gov.it/…/addregi…/sceltaregione.htm
📊 Simulazioni ordinarie
https://drive.google.com/…/1MgHtg4E-bIJtKx…/view
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💰 Il ceto medio umbro sta subendo una pressione fiscale da “regione in default” senza averne le cause.
Una scelta politica che pesa sulle tasche di pensionati e professionisti, rendendo l’Umbria un’isola di alta tassazione nel Centro Italia.











