TERNI – Incremento dei servizi sociali domiciliari finanziati dal Pnrr e dei progetti di Vita Indipendente per le persone con disabilità, con il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa che entra nella piena operatività. Nella seduta di giovedì 26 febbraio la giunta Bandecchi ha approvato tre delibere proposte dall’assessore al Welfare Alessandra Salinetti. Un cambio di passo significativo.
Il primo atto riguarda un intervento finanziato nell’ambito della missione 5 e punta a rafforzare i servizi sociali domiciliari per garantire dimissioni ospedaliere assistite e prevenire ricoveri non necessari, sostenendo le persone fragili direttamente nelle loro abitazioni. Autorizzando un’anticipazione di cassa di 97mila euro, la giunta ha garantito la prosecuzione del servizio. «Le somme anticipate saranno successivamente reintegrate dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, senza costi aggiuntivi per l’Ente» -chiarisce la Salinetti
La seconda delibera riguarda i progetti di Vita Indipendente promossi dalla Zona Sociale 10 nell’ambito della programmazione europea. «A seguito dell’avviso pubblico sono state presentate 61 domande, 55 della queli sono risultate finanziabili. Con l’assegnazione di ulteriori risorse regionali, pari a oltre 300 mila euro, sarà possibile completare lo scorrimento della graduatoria e prolungare i progetti fino a 18 mesi. Il provvedimento, quindi, consente al Comune di anticipare temporaneamente le somme necessarie per pagare regolarmente i beneficiari, in attesa che la Regione trasferisca materialmente i fondi già assegnati. Non si tratta di nuove spese né di fondi mancanti, ma di un diverso allineamento dei tempi tra pagamenti e trasferimenti. Questa scelta evita interruzioni nei percorsi individuali già avviati e tutela la stabilità di progetti che permettono alle persone con disabilità di costruire una propria autonomia, scegliere come organizzare la propria vita e partecipare pienamente alla comunità».
Il terzo provvedimento riguarda il centro per la Giustizia riparativa istituito dal Comune in attuazione della riforma Cartabia. Con una precedente deliberazione, l’amministrazione aveva approvato il protocollo per l’istituzione del centro nel distretto della Corte d’Appello di Perugia e individuato la sede in un immobile comunale di via dell’Aquila. Il Ministero della Giustizia ha assegnato al Comune un finanziamento di 224 mila euro per il 2026, già trasferito nelle casse dell’Ente. Dal momento che la gestione del Centro avverrà in partenariato con l’associazione IsMeS – Istituto per la Mediazione Sistemica – ETS, si è resa necessaria una variazione di PEG 2026-2028 per riclassificare correttamente le risorse come trasferimenti al soggetto partner. Si tratta di un adeguamento contabile che consente di rispettare la normativa e, soprattutto, di rendere pienamente operativa la struttura.
«Con questi provvedimenti – dichiara l’assessore al Welfare, Alessandra Salinetti – l’amministrazione comunale conferma l’impegno a non disperdere risorse europee e ministeriali e a trasformare i finanziamenti disponibili in servizi concreti e tempestivi per i cittadini, rafforzando una rete di welfare inclusiva, attenta ai diritti e capace di rispondere ai bisogni reali della comunità. Il centro per la giustizia riparativa, in particolare, rappresenta uno strumento innovativo e importante per il territorio: offre percorsi volontari e mediati tra vittima, autore del reato e comunità, con l’obiettivo di ricomporre il conflitto, favorire la responsabilizzazione e rafforzare la coesione sociale» .


