di Marco Brunacci
PERUGIA – Sanità, il summit sul nuovo Piano sanitario regionale (Psr) tra Regione e Università è finito da pochi minuti. E non mancano le sorprese: non ci sono gli ospedali.
Per il resto poche cose chiare che qui elenchiamo, aggiungendo in fondo le pagine dell’indice del Psr, per chi volesse un’anticipazione.
- Il Piano sanitario regionale, pomposamente annunciato da un comunicato ai limiti della involontaria comicità della maggioranza in Regione, nasce probabilmente già vecchio. Non sembra infatti tenere conto delle nuove disposizioni che il Governo ha espresso a metà gennaio. E quello in carica sarà pure un governo non amico degli
indomiti Patti-avantisti al governo in Umbria, ma resta pur sempre, secondo la Costituzione, il Governo. - Il Piano sanitario regionale (Psr), pomposamente annunciato come detto sopra, non è stato fino a oggi pomeriggio, proposto all’Università di Perugia che è titolare, in parti uguali, dei due principali ospedali della regione, Perugia e Terni. Per spiegare meglio: finchè l’Università non ha dato il suo parere vincolante, il Piano è un Non Piano, solo un esercizio di stile letterario.
- Umbria7 è in grado di affermare che l’incontro di stasera, appena terminato, ha preso in considerazione solo l’indice dell’impressionante tomo di centinaia di pagine, anzi, solo quella parte dell’indice che riguarda la sanità del territorio, quindi non gli ospedali. Solo le strutture vicine ai cittadini e le cosiddette reti (per esemplificare: quella gastroenterologica o quella ematologica, che erano state già tratteggiate molto tempo fa).
- Umbria7 anticipa anche la direttrice Donetti ha avuto modo di confrontarsi con gli uomini di fiducia del tosto rettore Marianelli, il quale si riserva l’ultima parola, sulla base di quello che gli riferiranno i suoi tecnici.
- E’ confermato che il rettore Marianelli ha intenzione di essere l’interlocutore diretto e unico della Regione per la sanità. Tutti coloro che erano sicuri di parlare al posto del rettore e di prendere impegni per suo conto, politici o medici, saranno molto delusi. Anzi, delusi lo sono già.
- Il rettore, essendo molto preparato su norme e disposizioni di ogni genere e tipo, non accetterà generici libri dei sogni. Quindi i tempi per l’analisi questo Piano – ma non ditelo a chi ha sottoscritto il comunicato della maggioranza in Regione ai limiti della comicità involontaria – non saranno brevi. Si parla di diverse settimane, forse più di diverse. Le parti della bozza di Psr che l’Università non condivide saranno riscritte, quelle che vengono considerate annunci senza alcuno sbocco concreto saranno depennate. Le questioni che vanno risolte per il bene dell’assistenza e della ricerca e che, forse per quieto vivere, non sono state inserite nella bozza attuale di Psr saranno introdotte.
- Chi c’era alla riunione, ma soprattutto chi non c’era. Ecco due fatti rilevanti, che non stiamo qui a riferire. La cosa importante è che il rettore ha una sua squadra che sta studiando il Piano. Dall’altra parte c’è la direttrice Donetti, la quale – pensate come sono le voci di corridoio, che non vanno mai prese in considerazione – pare non fosse convintissima dell’attuale stesura. Sicuri come siamo che non sia vero, prendiamo atto che il confronto è iniziato ma tutto fa pensare che non sarà una passeggiata.
Eccovi ora l’indice.












