Esclusivo/ Il tam tam racconta di un piano in Regione che prevede un dirigente (intero o mini) ogni due dipendenti e trequarti. Suspense

Sarebbe stato approntato per rivitalizzare l’Assemblea legislativa da De Paolis (dato in uscita, sarà vero?) con l’entusiasmo di Gallina. In attesa di conferme, ecco i rumors e le tante perplessità sui costi

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il realtà la presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, lo aveva detto, nel marzo scorso, quando ha steso i tappeti rossi per l’arrivo del nuovo segretario generale, Dante De Paolis, portato da Romizi in Comune di Perugia e con Romizi in rotta definitiva: “Quello che ho chiesto a Dante De Paolis è di mettere mano alla macchina dell’Assemblea legislativa, con l’obiettivo di riorganizzare, efficientare, e un po’ anche rivitalizzare il Palazzo”.
Adesso, a vedere le indiscrezioni che Umbria7 propone in esclusiva, si potrebbe dire che De Paolis potrebbe aver un po’ esagerato con la rivitalizzazione.
Così dicono alcuni nei corridoi di palazzo Cesaroni. E il popolo va sempre ascoltato, come, prima fra tutte, sa Sarah Bistocchi, che è seria e di sinistra, senza se e senza ma. Anche quando calca un po’ troppo la mano il giorno dopo della cattura di Maduro in Venezuela.
Per dire: di sicuro le sarà dispiaciuto che ieri Mary Franceschini da Città di Castello, leader dell’Anpi in Umbria, anni di antifascismo militante, che le aveva chiesto un incontro, si è sentita ignorata ed ha commentato: “Questa non è gente di sinistra”.
Ciò detto, cosa ci sarebbe (condizionale d’obbligo) scritto, stando alle indiscrezioni, nel piano rivitalizzante, alla Pino Silvestre Vidal, dell’Assemblea?
Il tam tam rulla e lascia a bocca aperta i più. Per rivitalizzare poteva bastare una doccia, senza spostare le cascate del Niagara.
De Paolis – raccontano che sia in procinto di lasciare il suo incarico, sarà vero? – ha messo la sua competenza al servizio della Presidente, ma a lui si sarebbe aggiunto l’entusiasmo del responsabile della segreteria di Bistocchi, eccellente elemento della nuova sinistra, in carriera come pochi, responsabile organizzativo del Pd regionale, in predicato per diventare vicesegretario regionale del partito, vitalità allo stato puro Gallina.
Risultato? Se il tam tam dice la verità, ecco che verrebbero previsti non più 4, bensì 5 dirigenti.
Sarà perchè adesso, ogni volta che si ipotizza un posto di responsabilità, anche solo virtuale, tutti in Regione guardano ad Assisi, terra benedetta dal Signore ma anche, un pochino, dalla signora di palazzo Donini, il tam tam si infuoca: potrebbe essere il posto giusto e meritato per Simone Pettirossi, ex consigliere comunale Pd.
Cosa ci sarebbe d’altro nel piano?
Una divisione, che qualcuno sostiene essere illogica, delle attività.
Ma il piatto forte sarebbe rappresentato dalla creazione di ulteriori posizioni organizzative (i cosiddetti mini-dirigenti) fino a raggiungere il massimo fissato per legge che è di 25 su un complessivo di 80 dipendenti, un dirigente (mini o maxi) ogni due dipendenti e trequarti.
Fosse così, somiglierebbe più al paradiso terrestre della pubblica amministrazione che a un’Assemblea legislativa rivitalizzata.
Difficilmente si possono fare modifiche così rilevanti se non si ha l’accortezza di non dimenticare chi, con la precedente giunta regionale, aveva qualità professionali sue e posizioni di responsabilità: ci sarebbe una sorta di super dirigenza per l’ex segretario generale (Rosi) e una posizione organizzativa per una componente della segreteria dell’ex presidenza (Cesaretti).
Parliamo ovviamente di ottime persone, che meritano di tutto e di più, ma dato che poi a pagare il conto sono i cittadini umbri, ai quali sono stati appena spillati 184 milioni sonanti, magari una piccola consultazione, un attimo di riflessione, prima di varare il nuovo piano sarebbe opportuno.
I più anziani ricordano che il presidente Bruno Bracalente, intellighenzia Pd, alle soglie degli anni Duemila, arrivò al Governo con il programma della Regione leggera. Adesso ingozzarla di pappardelle al cinghiale e porchetta di Costano non sarà un po’ troppo? Non sarebbe il caso di fare un giro di partecipazione con quelli (i cittadini) che poi devono saldare il conto?

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