Il caso Ferdinandi, avanti tutta a sinistra con vista sul Parlamento. Si candiderà? Ecco i sì e i no

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La sindaca di Perugia fa un’esternazione alla convention di Avs che è una nuova discesa in campo. Sapendo che ha caratteristiche migliori come protagonista della politica nazionale che come amministratrice in un palazzo medioevale

DI Marco Brunacci

PERUGIA – Vittoria Fernandi, avanti tutta a sinistra, con vista Parlamento. Cosa c’è di nuovo?
Ecco qua:
1.L’empatica sindaca di Perugia, con un colpo di nota Ansa, sgombra il campo sulla “candidatura civica”. La sua è sempre stata una candidatura molto caratterizzata a sinistra, ma straordinariamente ben proposta e sostenuta dalla campagna di comunicazione (by Francesco Nicodemo), tant’è che alla fine, alle elezioni, qualche voto lo ha perso per colpa dell’eccesso di zelo di un suo tifoso che l’ha salutata col pugno chiuso.
2.Il suo intervento alla convention programmatica di Avs segna uno spartiacque, una sorta di nuova discesa in campo. E, a esser sinceri, è quello che più le si addice: una prospettiva da protagonista della politica nazionale, piuttosto che da amministratrice relegata in un palazzo medioevale, costretta a una via crucis di tagli di nastro e di incontri defatiganti con chiunque organizzi una processione.
3.I temi che sceglie per la nuova discesa in campo sono post sessantottini, in linea col Patto Avanti, che è il ritorno all’era felice della sinistra prima del Pd e anche a prima dell’Ulivo.
Nell’ordine: l’accesso alle abitazioni, il fenomeno dei lavoratori poveri, la gestione della sicurezza urbana. Sono i tre argomenti per l’attacco al governo Meloni.
Tutti meriterebbero un approfondimento che qui non facciamo.
Perchè il vero segnale è questo: lo scontro elettorale sarà frontale, anche a livello nazionale sul modello dell’Umbria. La semplificazione è vincente nella politica ridotta a spot e poi gridata sui social (ben inteso: questo vale per tutti).
4.Sull’insistenza della “politica dal basso” si sente il fruscio di certe pagine dei tempi che furono, l’utopia socialista e l’avversione per la borghesia e il suo sistema.
A questo proposito, il tema della casa consente una riflessione internazionale: è in corso uno scontro da seguire tra il sindaco democratico radicale di New York, Mandami, e la governatrice dello Stato di New York, Khaty Hochul, democratica moderata. Il primo mette
le super tasse sugli immobili, col risultato di fare poco o nulla ai grandi proprietari di fortune anche immobiliari, che hanno le loro case blindate in fondazioni, ma di colpire i borghesi, sorpresi dalle nuove disposizioni mentre ancora sono sull’ascensore sociale, e che hanno come unica possibilità di salvezza quella di scappare dal New York state. E’ un derby tutto nella parte sinistra dello schieramento politico, con due prospettive diverse, ma soprattutto due elettorati che si allontanano tra loro.
In Umbria il Patto Avanti ha caratterizzato a sinistra il governo di Perugia e dell’Umbria, e però manca, anche solo per un confronto, il centro di quello che fu il centrosinistra storico.
5.Gran finale: l’esternazione di Vittoria Ferdinandi è o non è un annuncio di candidatura, magari a partire dalle prossime elezioni del 2027?
Perchè no: nessuna coalizione può permettersi di lasciare la guida di una città a metà della legislatura.
Perchè sì: Ferdinandi farebbe molto bene la protagonista nazionale – meglio della sindaca, sostiene Umbria7 – mentre il ruolo di amministratrice la sta usurando e non corrisponde alle sue migliori caratteristiche.
Perchè sì: a sinistra un personaggio vincente come lei non può essere lasciato per anni a intristire dietro le leopardiane “sudate carte” nei polverosi scaffali, senza il rischio di perderlo.
Intanto, Ferdinandi ha posto le basi per andare in Parlamento fin da subito. Scaldarsi pretendenti al soglio di sindaco. Non si sa mai.

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