AU. PROV.
TERNI – A ben guardare la nuova giunta, e a confrontarla con la vecchia, si capisce ancora di più che a Palazzo Spada c’ è stato un vero e proprio regolamento dei conti. Stefano Bandecchi, il Re, ha decapitato, Riccardo Corridore, il Viceré, e ha maciullato le truppe di quest’ultimo. Una resa dei conti senza esclusione di colpi, senza prigionieri, solo tanti cadaveri politici. Bandecchi ha mandato via non solo il vice sindaco, ma tutti gli assessori che si riconoscevano in lui. Ecco perché è stata allontanata Viviana Altamura, che da molti veniva considerata la delfina di Riccardo Corridore e la prossima candidata a sindaco in caso di ritiro di Stefano Bandecchi. Ecco perché sono stati fatti fuori anche Marco Iapadre, Marco Schenardi e Giovanni Maggi, che con Corridore hanno avuto sempre un feeling amministrativo e personale.
I rapporti tra Bandecchi e Corridore si sono incrinati nel corso della campagna elettorale in Campania. Corridore si è trasferito a Napoli per tre mesi, utilizzando ampiamente gli assessori di Terni per gli appuntamenti elettorali. In primissima linea Viviana Altamura, che era anche candidata. Per tre mesi Palazzo Spada è rimasto pressoché deserto, con Bandecchi che si è ritrovato a dover coniugare gli impegni di imprenditore con quelli di sindaco e di presidente della Provincia. Il risultato napoletano è stato deludente: un misero 0,5 per cento a fronte di tante ore di lavoro e di tanti soldi spesi. Non solo, Corridore e Altamura, quando sono rientrati a Terni, hanno provato a riprendere in mano tutto il Comune, come erano abituati a fare. Questa volta, però, hanno trovato la resistenza di alcuni colleghi e di parte del gruppo di maggioranza. Sulla scrivania di Stefano Bandecchi sono arrivate decine e decine di segnalazioni e una infinità di lamentele. Un bel giorno il Re ha deciso che non ne poteva più. Nelle stanze di Bandecchi sono arrivate anche voci che riportavano Corridore grande organizzatore del dopo Bandecchi. Ricostruzioni che hanno dato particolarmente fastidio al Re. Ed ecco la Strage di San Valentino. Corridore resta consulente di UniCusano, ma non ha più alcuna voce in capitolo nell’attività politica di Bandecchi, essendo stato fatto fuori sia da Alternativa popolare che da Dimensione Bandecchi. Una fine ingloriosa per il Viceré, che utilizzava abitualmente l’ufficio del Re.


