di Marco Brunacci
PERUGIA – Università per la pace, inaugurazione dell’anno accademico con progetti definiti su Perugia e su Terni, intesa con la Regione per la sanità.
Si è iniziato oggi, si finisce domani pomeriggio. Il rettore Massimiliano Marianelli mette il turbo con un serie di iniziative che sono quanto di più rilevante per i futuri equilibri della altrimenti pigra e ripiegata su se stessa Umbria, con possibili sviluppi di grande interesse.
L’inizio di oggi. La sottoscrizione da parte di esponenti di diverse Università del mondo di una “Carta di Assisi” che non è solo un protocollo destinato a essere relegato in un cassetto, un vuoto contenitore che diventa un cembalo inutilmente squillante, ma piuttosto un impegno da parte di molti, con l’idea di tradurre in un’azione continua, il sogno di pace che in Umbria ha un punto di riferimento.
Non una fiera delle ovvietà. Non pace a tema, non pace a senso unico, ma incontro di diversità reali per costruire o ricostruire ponti. Non necessariamente politically correct, ma autentico desiderio di superare barriere.
Dalle parole di Marianelli: «Un’iniziativa dal significato profondo. Università e Regione e città di Assisi insieme per ripetere la parola pace al mondo intero partendo dall’occasione dell’anniversario francescano. Parlare di “Università, ponti di pace” significa affermare che la pace qualifica il senso stesso dell’università fin dalle origini, come spazio di relazioni positive e di crescita dell’umanità».
E sintetizza così il primo step di questa straordinaria due giorni: «E’ bello che da diversi continenti, con 22 tra rettrici e rettori presenti, si venga qui a dire la parola pace, inaugurando l’anno accademico che continua una storia ormai di 700 anni».
Ed eccoci subito al secondo step: domani mattina inaugurazione dell’anno accademico, la prima dell’era Marianelli, con tanta attesa per i progetti che annuncerà il neo rettore.
Come suo segno distintivo, saranno progetti concreti, poche parole altisonanti e semmai poste come piccoli gioielli di una corona che è intarsiata non per far bella figura, ma per rendere più idonea l’Università di Perugia a reggere le tante sfide del futuro di un piccolo Ateneo, che, giocoforza, deve intrattenere un legame forte e profondo col suo territorio.
Si attendono contenuti, non vuoti proponimenti, per rendere più operativa l’Università sia a Perugia che a Terni, come motore di un cambiamento. Studenti dentro città e territorio. Sapere coniugato con vita comune. Scelte per crescere insieme, città, regione, con l’Università.
L’ultimo step, molto atteso perchè ci si è arrivati non senza qualche tensione: l’intesa sulla sanità.
Essendoci qui di mezzo la Regione della presidente Proietti, si possono attendere sorprese, magari non gradevoli per la collettività, ma il rettore Marianelli ha dimostrato di essere uno tosto. C’è da sperare che se si faranno scelte concrete, se verranno annunciate decisioni, si andrà a far fronte a bisogni reali. Dei cittadini in primis.


