Il rilancio di Fontivegge passa dal ridare vita ai negozi vuoti

La proposta approvata dall’amministrazione ricalca quella già adottata dalla giunta Romizi per via del Macello

PERUGIA – Dare in comodato i negozi sfitti per puntare al rilancio di Fontivegge e Bellocchio. La giunta comunale ha infatti approvato ulteriori misure per contrastare la desertificazione commerciale e l’elevata concentrazione di spazi sfitti, puntando su una rigenerazione che sia allo stesso tempo economica e sociale.

Il modello che sarà portato avanti è quello già sperimentato con successo dal 2018 (all’epoca della prima giunta Romizi) in via del Macello, richiamato anche da una recente deliberazione con cui il Consiglio comunale ha chiesto all’amministrazione di estenderlo all’area di piazza del Bacio. Si tratta della concessione in comodato gratuito di locali commerciali inutilizzati a favore di associazioni ed enti del terzo settore per trasformarli in presidi di cultura e solidarietà.
Pertanto, il Comune reperirà immobili di proprietà privata nell’area di piazza del Bacio e nella limitrofa via Fontivegge attraverso un avviso pubblico. Gli spazi saranno acquisiti in comodato modale, formula che prevede la gratuità dell’uso, fatto salvo il rimborso alla proprietà dei tributi e degli oneri condominiali ordinari. I contratti avranno una durata prevista fino al 30 giugno 2030, ma includeranno una clausola che permetterà ai proprietari di rientrare in possesso degli immobili qualora si presentasse l’opportunità di una vendita o di una locazione commerciale, favorendo così indirettamente la ripresa del mercato imprenditoriale nella zona.
Gli spazi saranno poi assegnati dal Comune tramite procedure ad evidenza pubblica a enti del terzo settore che, per capacità organizzative e ambiti di attività, siano in grado di assicurare, con la loro presenza, un presidio effettivo anche negli orari di chiusura di uffici e negozi.
Gli enti selezionati, in particolare, dovranno contribuire a rivitalizzare il contesto insediativo con eventi pubblici, spazi di socialità come aule studio, laboratori artistici, sale prove, attività formative, iniziative legate alla grafica e alla tecnologia, con l’obiettivo di favorire la permanenza dei giovani nell’area anche oltre l’orario delle lezioni di istituti di alta formazione come l’Its nel vicino ex scalo merci.
A esprimere soddisfazione per gli indirizzi approvati sono gli assessori Fabrizio Croce e Alessandra Sartore.
Croce, con delega ai rapporti con le associazioni, sottolinea l’importanza del tessuto associativo: «Il nostro obiettivo è rendere strutturale la presenza di spazi di socialità e di partecipazione in aree critiche. Valorizzare le associazioni concedendo loro nuovi locali significa ascoltare chi investe nel territorio e ha interesse a farlo anche in un quartiere ancora difficile; al contempo significa anche permettere a chi ci vive di riconquistare i propri spazi attraverso la cultura e l’aggregazione».
L’assessora al bilancio, Alessandra Sartore, conferma la sostenibilità economica dell’operazione: «L’amministrazione è al fianco di tutti i cittadini e in particolare di chi vive in aree afflitte da particolari problematiche. Per sostenere questo particolare progetto di rilancio, quindi, abbiamo previsto uno stanziamento di 12mila euro annui per il triennio 2026-2028. Un investimento necessario per contrastare l’abbandono e continuare a favorire processi di rigenerazione urbana duraturi».

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