«La scuola non si spezza, si difende». A Città di Castello la manifestazione per dire no al dimensionamento

In più di 300 hanno voluto far sentire la propria voce contro l’accorpamento della “Alighieri-Pascoli” ai due circoli didattici tifernati. LE FOTO

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Famiglie, insegnanti e amministratori insieme per dire “no” al dimensionamento scolastico. In più di 300 questa mattina (domenica 1° febbraio) si sono ritrovate davanti ai cancelli e all’ingresso del cantiere della scuola media Dante Alighieri per manifestare dissenso alla decisione di accorpamento della “Alighieri-Pascoli” ai due circoli didattici di Città di Castello. Il sindaco Luca Secondi, gli assessori della giunta, diversi consiglieri comunali, rappresentanti istituzionali locali, regionali, la consigliera Letizia Michelini e nazionali, il senatore Walter Verini, sindacati, associazioni, si sono messi al fianco della comunità scolastica locale in tutte le sue componenti che ha deciso di organizzare una manifestazione spontanea di contrarietà alla applicazione del decreto direttoriale 62 del 28 gennaio 2026 che definisce l’assetto del sistema dell’istruzione regionale nel prossimo anno scolastico.

A spiegare i motivi della dimostrazione è stata la coordinatrice Lucia Fiorucci: «In sostanza ci sarà il taglio dei dirigenti, del personale di segreteria, del personale Ata il tutto aggravato da una continuità didattica che non sarà garantita. La dirigenza unica rischia di ridurre la capacità di risposta ai bisogni specifici di bambini e ragazzi nelle diverse fasce d’età. La sicurezza e la gestione quotidiana delle emergenze diventerebbero più complesse per una dirigenza già sovraccarica e con scuole distribuite su più plessi. La relazione scuola–famiglia rischia di diventare meno immediata, con tempi di risposta più lunghi e difficoltà nell’attivare tempestivamente progetti educativi o interventi personalizzati. L’offerta formativa sarà in difficoltà». A tutto questo, ha proseguito Fiorucci, si aggiunge «la situazione già fragile dovuta alla mancanza della sede fisica della Dante Alighieri, attualmente demolita e in attesa di ricostruzione. Tutto questo senza un piano approvato, né un dialogo tra le istituzioni. Perchè?», ha concluso Fiorucci nel ricordare una raccolta firme avviata proprio questa mattina.
Di grande giornata di democrazia e segnale positivo di coesione e condivisione su temi e argomenti vitali per la comunità locale ha parlato il sindaco Luca Secondi. «Oggi – ha dichiarato il primo cittadino affiancato dall’assessore ai Servizi Educativi, Letizia Guerri – siamo qui accanto a chi ha organizzato in maniera condivisa e spontanea questa iniziativa direttamente al cantiere della scuola media Dante Alighieri per far sentire in maniera corale la voce di dissenso rispetto a questa situazione inaccettabile che va a colpire una realtà che è sotto gli occhi di tutti a seguito dell’inadempienza della definitiva demolizione e ricostruzione della scuola stessa. Abbiamo deciso di incontrarci proprio qui all’ex cantiere della scuola perché in questo modo oltre ribadire il nostro no alla decisione assunta rispetto al dimensionamento scolastico possiamo ribadire l’appello al Ministero a rimettere in moto l’iter di ricostruzione della scuola interrotto ormai da più di un anno».
Secondi e Guerri, proprio domani (lunedì 2 febbraio) avranno un incontro con il commissario ad acta e neo direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Ernesto Pellecchia. L’amministrazione ribadirà la propria contrarietà «rispetto al provvedimento intrapreso facendoci carico di tutte le preoccupazioni che provengono dalla comunità scolastica e dalle famiglie anche in riferimento alla mancanza di spazi per poter programmare l’attività in base a questo dimensionamento scolastico proposto. Come amministrazione comunale ci siamo subito attivati per ricercare un dialogo con le istituzioni competenti e al contempo mettere in pratica tutte le azioni legali necessarie a tutela degli interessi della nostra comunità. Interlocuzione avviata anche con i vertici della regione Umbria, la presidente Stefania Proietti, l’assessore Fabio Barcaioli, con i quattro parlamentari di Città di Castello, gli onorevoli e senatori, Riccardo Augusto Marchetti, Catia Polidori, Walter Verini ed Anna Ascani, che si sono messi a disposizione per ricercare una soluzione positiva in grado di recepire le istanze del territorio», hanno concluso il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Servizi Educativi, Letizia Guerri.
Applaudito è stato l’intervento di Filippo Pettinari, dirigente scolastico della media Giovanni Pascoli che ha fatto riferimento anche alle conseguenze a livello di attività didattica e progetti in corso che potrebbe determinare la decisione di accorpamento ai due circoli didattici.
Come è bene ricordare, nei giorni scorsi il Comune ha attivato le procedure per la presentazione di un ricorso al Tar contro il decreto direttoriale 62 del 28 gennaio 2026 che definisce l’assetto dell’organizzazione del sistema scolastico della regione Umbria nell’anno 2026/2027 ed un’istanza di accesso agli atti per conoscere le motivazioni del decreto direttoriale 60 del 27 gennaio 2026 sul piano del dimensionamento della rete scolastica nel 2026-2027. «L’accorpamento deciso per Città di Castello, infatti, – avevano affermato Secondi e Guerri – non è fondato ed è illogico perché con direzioni didattiche dai numeri altissimi, 800 studenti cadauna, si andrebbero a definire due istituti comprensivi tra i più grandi in Umbria, mentre in altre città ci sono direzioni didattiche con numeri molto inferiori». Per sindaco e assessore «dividere la Dante Alighieri dalla Giovanni Pascoli è assurdo, perché la Dante Alighieri, interessata da un intervento del Pnrr attualmente fermo in conseguenza della rescissione contrattuale per inadempienza da parte dell’azienda a cui ha affidato i lavori Invitalia, non c’è più e vengono divisi due istituti che hanno attualmente una sola sede. Ecco perché reagiamo ed ecco perché daremo seguito a tutte le azioni in nostro potere con fermezza e determinazione per tutelare il sistema scolastico e gli studenti di Città di Castello da quella che riteniamo un’autentica ingiustizia».

A large crowd of people standing close together, some with sunglasses and winter attire, gathered around a table where individuals are signing a document.
Protesters seated at desks holding signs with messages in Italian, expressing their concern about being viewed as mere numbers while advocating for a future. Background features construction and empty land.
A large white banner hanging on a fence that says 'LA SCUOLA NON SI SPEZZA SI DIFENDE' in colorful letters.
A banner reading 'SCUOLE COSTRUITI NON DEMOLITE' hung on a fence, with a group of people walking nearby. The setting features residential buildings and a no parking sign.
A woman stands by a large banner that reads 'CUOLE COSTRUITE NON DEBILITATE,' decorated with various signatures and drawings. The setting appears to be a community gathering or protest related to education.
A woman speaks at a rally, holding a microphone, with a crowd of people behind her. Some children stand beside her. In the background, there is construction material and a cloudy sky.
A large crowd of people gathered outdoors near a construction site, with some participants wearing safety vests. A temporary structure is visible in the background alongside unfinished buildings.

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