DI Marco Brunacci
PERUGIA – C’è voluto un mese, ma alla fine l’attesa folgorazione sulla via Damasco c’è stata: la presidente Proietti, abbacinata dalla nuova luce, è caduta da cavallo e ha dato il via libera per la nuova intesa (scadeva il 31 marzo) con le strutture convenzionate della sanità.
Quelle esistenti e quelle che puntano ad avere per la prima volta il convenzionamento, allargando così la platea delle possibilità di scelta.
Le liste d’attesa, come si sa, a tutt’oggi, veleggiano su cifre imbarazzanti per chi aveva affermato in campagna elettorale che le avrebbe azzerate. Ma non sono ancora fuori controllo soltanto perchè
vengono salvate dall’intervento dei privati.
Per motivi meramente ideologici (i Del Pinto e tutta la compagnia cantante della sanità solo pubblica), la presidente Proietti cerca di evitare lo scoglio privati.
Ma qui le chiacchiere stanno a zero: o si dà il via alla nuova intesa o si finisce nei guai. Anzi: sono i cittadini che hanno bisogno della sanità a pagare conti salatissimi, in termini di salute e in termini
di denaro.
La riunione, annunciata da Umbria7, ha finalmente detto sì al rinnovo dell’accordo. Si attende il documento, che doveva essere varato entro il 28 gennaio scorso, ma è previsto per fine febbraio.
Sulla base di quel documento a inizio marzo le strutture private interessate o chiederanno la conferma del convenzionamento che già hanno o, se non sono ancora convenzionate, presenteranno la
“manifestazione di interesse”.
Ancora i tempi per ripartire il primo aprile ci sono, senza pericolose interruzioni del servizio. Sperando che non ci siano altre chiacchiere di mezzo e sperando che le anime belle della “sanità solo pubblica” si
accontentino di portare voti raccontando favole in campagna elettorale, ma poi non pretendano di governare i processi che devono confrontarsi con la realtà e non con le fantasie politiche.
L’apostolo Paolo si riprese in tre giorni dalla folgorazione e relativa caduta da cavallo. I tempi per Proietti (e il suo braccio operativo, Donetti) sono, grosso modo, gli stessi.


