SPOLETO (Perugia) – «Prestiamo la nostra voce a questi bambini e diciamo insieme: Angelo di Dio, che sei il mio custode illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen». Così l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo ha concluso la Messa per i nati nel 2025 negli ospedali del territorio, celebrata domenica 1° febbraio nella Basilica Cattedrale.
Una preghiera semplice e da tutti conosciuta per affidare all’angelo custode i tanti bimbi e bimbe presenti in Duomo affinché li protegga, li illumini e li guidi nel cammino della vita. Monsignor Boccardo ha accolto i bambini e le loro famiglie all’ingresso del Duomo: a tutti ha dato il benvenuto, ai piccoli nei passeggini e nelle carrozzine ha accarezzato paternamente il volto e li ha benedetti. Con il Presule hanno concelebrato il vicario generale don Sem Fioretti e il cappellano dell’ospedale di Spoleto monsignor Dino Pallucchi. La liturgia è stata animata dall’unione di “Vivere in coro” (personale della direzione medica del presidio di Spoleto) e del coro della chiesa di San Filippo, diretti da Beatrice Bernardini, con all’organo Maurizio Torelli, al violino Francesco Enrico e al flauto Daniela Leonardi. Tra i coristi c’era anche la dott.ssa Letizia Damiani, direttrice dell’Ospedale di Spoleto. Era presente anche il primario facente funzione del reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’ospedale di Foligno Salvatore Santaguida.
Nell’omelia l’arcivescovo ha detto come «non c’è nulla di più fragile e indifeso di un bambino. E Dio per venire nel mondo ha scelto ciò che è debole, un bimbo. Gesù, infatti, non ha mai avuto posizioni di forza, è vissuto con discrezione, nel rispetto e nell’accoglienza di chi gli stava attorno. Rispetto, discrezione e accoglienza: è quanto voi, cari genitori, profondete a queste piccole creature. Il loro arrivo ha cambiato gli equilibri della vita, però rimanete ammirati da essi che ora sono il centro dei vostri pensieri e abitano il vostro cuore. Siete qui stamane – ha proseguito monsignor Boccardo – per affidarli alla Provvidenza di Dio. Avete dato alla luce queste creature, frutto del vostro amore, ma ora è necessario fare un passo in più: dare a loro la luce che illumini il cammino. La troviamo negli esempi di chi ci sta vicino, soprattutto in casa, e nelle scelte che queste persone operano con coerenza e fedeltà; la troviamo nel desiderio di una vita bella e piena, anche se gli strumenti che utilizziamo per raggiungerlo non sempre sono quelli buoni e per questo dilagano nel mondo violenza ed odio; la troviamo finalmente in Gesù che ci esorta a custodire un cuore buono, a perdonare, a cercare la verità e la giustizia. A tutti noi che siamo qui, genitori ed educatori, questi bimbini ci chiedono: dateci luce, non lasciateci crescere nell’ombra e nella paura».
Al termine della Messa, come è oramai tradizione, tutti si sono spostati in Piazza Duomo per il lancio in cielo di palloncini blu e rosa: «Facciamo partire questi palloncini – ha detto l’arcivescovo – con il nostro desiderio di pace, di giustizia e di libertà per il mondo intero, in particolare per i bambini della Terra Santa, dell’Ucraina e della Russia e tutti gli altri Paesi che soffrono per la guerra e per la violenza».


