TERNI – Per un investimento di oltre 700 milioni di euro, occorre quantomeno confrontarsi con il territorio, dando luogo ad una conferenza cittadina che coinvolga più portatori di interesse possibile. Il modello è quello della Regione Toscana, che ha previsto nel proprio Statuto percorsi partecipativi per le grandi opere pubbliche. A chiedere trasparenza e risposte concrete ai bisogni del territorio, è il «Comitato per la difesa dell’azienda ospedaliera”, che è tornano alla carica con una nuova iniziativa pubblica e un nuovo comunicato. «Il percorso di delocalizzazione del nuovo ospedale di Terni evidenzia incertezze e dubbi in relazione ai costi e risorse, ai tempi di realizzazione realizzazione, al
destino dell’attuale sito di Colle Obito, ruolo del nuovo ospedale nella rete territoriale e regionale».
«Si accentua nell’opinione pubblica perplessità e scetticismo Si ricorda la mozione che il consiglio comunale di Terni approvò a larga maggioranza affermando il principio del ricorso esclusivo al finanziamento pubblico come tutela di garanzia del livello delle prestazioni sanitarie in particolare nell’attuale crisi del servizio pubblico, oggi si ragiona in termini di indebitamento. Dopo anni persi nell’ipotesi project-financing, il nostro Comitato nel maggio 2024 si fece carico di elaborare e poi presentare una proposta di ampliamento e riqualificazione dell’attuale ospedale, corrispondenti alle risorse disponibili in bilancio deliberate dalla giunta regionale Tesei». «Nel mese di giugno 2025 lo stesso progetto è stato presentato e depositato alla commissione sanità del consiglio regionale. Abbiamo successivamente incontrato anche la commissione competente del Comune di Terni.
In questi giorni è comparsa improvvisamente l’ipotesi di cancellare il ruolo dell’ospedale di Terni declassandolo da azienda ospedaliera ad Istituto di ricerca scientifica : è inaccettabile. Lo status attuale garantisce una gamma vasta di specialità e di alta specializzazione a tutta l’area territoriale.
Ci chiediamo: quando sarà possibile l’utilizzo degli spazi di degenza, oggi chiusi? Quando verranno stabilizzati i primari? L’incertezza manifestata sui sei punti iniziali non può espropriare i cittadini di comprendere e valutare le scelte inerenti il progetto.
Necessita una partecipazione informata dentro un dibattito pubblico come strumento democratico di trasparenza sulle ragioni delle scelte e delle decisioni. Non una corrida delle più disparate opinioni o posizionamenti politici. Occorre una discussione di merito. Il resto rischia di essere un degrado della politica che la città non può pagare. Ci coinvolge tutti. Con pacatezza vogliamo contribuire a difendere la qualità dello spazio pubblico a tutti i livelli, anche con strumenti giuridico-amministrativi.
Proponiamo una Conferenza cittadina aperta sul modello della consultazione già definita a livello nazionale, ad esempio la regione Toscana ne ha già regolamentato l’attuazione rendendola obbligatoria quando l’investimento supera i 50 milioni di euro.
Esporre pareri, porre domande, avanzare proposte alternative, confrontarsi con esperti dentro un calendario serrato, con la registrazione di tutti i contributi. Con una relazione finale che metta in evidenza i temi posti nel dibattito e che poi vanno a costituire una base per la fase istruttoria del progetto.
In questo senso il nostro invito a farsi promotori di tale Conferenza è rivolto sia alla Regione che al Comune di Terni. L’invito a farsi carico delle recenti lacerazioni istituzionali, avere la forza delle proprie responsabilità verso la città, considerando l’unico risultato utile quello partecipato, realmente aperto nella discussione, trasparente, poiché le ragioni delle scelte vanno trovate nella discussione».


