TERNI – Domenica pomeriggio è successo il finimondo e sotto accusa è finito di nuovo il sovraffollamento. Il carcere di Terni è fatto per 423 detenuti, eppure ne ospita oltre 600. Numeri che generano problemi per l’utilizzo degli spazi e stress per gli agenti di custodia, che oltretutto sono sotto organico. Mancano i metri quadrati e manca il personale, a Sabbione. Carenze note, che riesplodono quando la tensione sale alle stelle e i detenuti cercano, come è successo domenica scorsa, di prendere il sopravvento. Domenica c’è stata grave rivolta in una sezione della media sicurezza, completamente distrutta.
«La struttura non è più utilizzabile – la nota dell’Osapp – e non garantisce alcun livello minimo di sicurezza e di salubrità.
Come organizzazione sindacale chiediamo lo sfollamento immediato di tutti i detenuti dalla sezione interessata, che di fatto non esiste più».
La richiesta di trasferimento immediato di tutti i detenuti del circuito di media sicurezza presso altri istituti, resta tuttora sospesa. «Ricordiamo che già in precedenza questa organizzazione sindacale aveva chiesto formalmente che il Carcere di Terni venisse destinato esclusivamente al circuito di alta sicurezza, proprio per evitare le continue criticità generate dalla promiscuità detentiva e dalla gestione di detenuti ad alto tasso di conflittualità. Solo pochi giorni fa, nello stesso reparto, un collega è stato accoltellato alla mano durante un evento critico, riportando cinque punti di sutura». È inaccettabile che il personale sia esposto a ambienti distrutti, contaminati e privi delle minime condizioni di sicurezza.
Da mesi il Dap e il Dipartimento del ministero di Grazie e Giustizia, si è preso l’impegno di alleggerire la casa circondariale di Terni. «Promesse non mantenute» – tuona il sindacato.


