TERNI – «Non c’è tempo da perdere». Usciti dal carcere di Sabbione, il senatore del Pd, Walter Verini , e il capogruppo in consiglio comunale, Pierluigi Spinelli, raccontano di una situazione davvero drammatica.
«Abbiamo toccato con mano una realtà pesantissima e pericolosa. Abbiamo anche ascoltato dal direttore e dalla comandante l’esposizione di una situazione che richiede interventi immediati. Dopo la rivolta, che poteva finire in tragedia, c’è una sezione devastata, senza acqua, luce, riscaldamento. Con celle chiuse perché inagibili. Alcuni detenuti protagonisti della rivolta saranno trasferiti in giornata, ma in altre carceri umbro-marchigiane. Altri rimarranno a Terni, dove continua un sovraffollamento pesantissimo, con citca 600 detenuti invece di 430 e con un sotto organico di sottoufficiali, ispettori e agenti della Penitenziaria. Cui va la nostra solidarietà. Per questo, dopo gli inascoltati appelli al Ministro Nordio, abbiamo parlato con il Prefetto di Terni, che è al lavoro per quanto di sua competenza e con il DAP: non c’è tempo da perdere, ci possono essere in ogni momento rischi per la sicurezza interna ed anche esterna al carcere».
Verini e Spinelli fanno riferimento alla rivolta della scorsa domenica, che ha messo in luce l’emergenza sovraffollamento. Dal canto suo Pierluigi Spinelli ha tuonato: « Rinnoviamo l’appello a tutte le isituzioni e le forze politiche di Terni . Mobilitiamoci tutti insieme, come abbiamo fatto in più occasioni anche votando unitariamente appelli e atti di indirizzo. Facciamo sentire la voce di tutta la città davanti ad una grave emergenza, che viola i principi rieducativi del carcere e mette a rischio lo stesso lavoro della polizia penitenziaria, che svolge in condizioni difficilissime un lavoro davvero complesso»


