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Pranzano all’Osteria del Trap e scappano senza pagare, Trotti: «Rispetto verso chi lavora»

Il titolare del ristorante sulla Valnerina spiega quanto accaduto

E.C.

FERENTILLO – Non rabbia, ma profonda amarezza. È questo il sentimento espresso da Umberto Trotti, titolare dell’Osteria del Trap, storico ristorante della Valnerina, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi nel suo locale. Una giovane coppia, dall’aspetto curato e ben vestita, ha trascorso un pranzo completo nel ristorante, scegliendo alcune delle specialità più rappresentative della casa: dal maxi crudo all’antipasto degli innamorati per due, fino ai maccheroni con tartare di gamberi e tartufo, oltre a frittura, grigliata, dolce e due bottiglie di vino.

Un’esperienza come tante, tra i tavoli di un’attività conosciuta in tutta la zona per la cucina di pesce, tartufo e prodotti del territorio. Il finale, però, è stato ben diverso dalle aspettative. Al termine del pranzo, i due si sono allontanati lasciando nel locale soltanto un giacchino bianco sporco di grasso, segno di un’uscita frettolosa. Contattati telefonicamente, avrebbero parlato di una corsa urgente al pronto soccorso per presunti problemi legati a una gravidanza, inviando anche una foto dall’ospedale e assicurando che sarebbero tornati nei giorni successivi per saldare il conto. Una promessa che, tuttavia, non è mai stata mantenuta. Dopo ulteriori tentativi di contatto e ripetuti rinvii, il 18 febbraio Trotti ha presentato denuncia. Una decisione presa – sottolinea – non tanto per il valore economico del pranzo, comunque significativo, quanto per una questione di principio.

«Il dolore più grande non è il mancato incasso – dichiara Trotti – ma constatare che nel 2026 possano ancora verificarsi comportamenti di questo tipo. Se qualcuno è in difficoltà, si trova sempre una soluzione. Ma andarsene senza pagare, dopo aver mangiato serenamente, è una ferita morale prima ancora che economica».
Resta l’amarezza per un episodio che colpisce non solo l’attività, ma il lavoro quotidiano di chi, dietro ogni tavolo apparecchiato, mette impegno, sacrificio e dignità. E un pensiero va anche ai tanti ristoratori che si trovano ad affrontare situazioni simili senza che diventino di dominio pubblico.

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