TERNI – Duemila baci per San Valentino, novemila da Natale ad oggi. La mostra “Collezione d’arte. Da Signorelli a Burri”, inaugurata lo scorso 12 dicembre, continua ad attrarre visitatori, così il consiglio di amministrazione di Palazzo Montani Leoni decide di prorogare l’apertura di un mese. Anzichè il primo marzo, chiude il 7 aprile. Una sorta di storia dell’arte in 45 opere, tutte di proprietà della Fondazione Carit, selezionate dalla curatrice della mostra Anna Ciccarelli tra le oltre mille e 100 che costituiscono il patrimonio dell’Ente, che resteranno esposte fino a Pasqua e Pasquetta. Il progetto della mostra è stato pensato dalla Fondazione per condividere con la comunità il proprio patrimonio, esponendo dipinti, sculture e oggetti d’arte normalmente poco accessibili al pubblico.
L’esposizione si apre con testimonianze pittoriche del Trecento e del Quattrocento, tra cui opere riconducibili alla cerchia di Taddeo Gaddi e a seguire opere dei protagonisti del Cinquecento, come la Madonna in trono col Bambino con san Sebastiano e san Giovanni Battista, san Rocco e san Pietro dalle botteghe del Perugino e la recente acquisizione della Venere e Adone di Tiziano, accanto a un’importante tavola di Luca Signorelli, figura emblematica del Rinascimento umbro-toscano.
Il viaggio nell’evoluzione artistica continua con esempi significativi del barocco italiano e del caravaggismo, rappresentati da artisti come Antiveduto Gramatica, Artemisia Gentileschi e Mattia Preti, affiancati da opere di scuola fiamminga tra cui Sebastian Vrancx, nelle quali si colgono le trasformazioni della pittura tra raffinatezza formale e sperimentazione luministica.
A seguire il Settecento, rappresentato dal vedutismo di Francesco Guardi e da pittori di paesaggio d’oltralpe, quali Claude Joseph Vernet, Verstappen e van Bloemen, autori di suggestive raffigurazioni della Cascata delle Marmore, omaggio al paesaggio umbro.
Le opere di Alfred Sisley Bouquet di fiori con rose (1900 ), maestro del paesaggio impressionista, e di Camille Pissarro, considerato il fondatore del movimento, con Stagno delle anatre, il castello di Pont, Louveciennes (1873), recentemente acquistate, introducono all’Ottocento e al primo Novecento, anni in cui il gusto borghese si evolve verso il sentimento del vero, col realismo e l’impressionismo, fino ai fermenti artistici del primo dopoguerra.
Il percorso si conclude infine con una sezione riservata ai grandi maestri umbri o attivi nel territorio nel corso del Novecento: Piero Gauli, Ardengo Soffici, Ugo Castellani, Umberto Prencipe, Amerigo Bartoli, Orneore Metelli e Aurelio De Felice. Tra questi emergono le figure di Alberto Burri e Agostino Bonalumi. Completano l’esposizione una raccolta di Ritratti di cardinali e personaggi illustri tra XVII e XIX secolo, un pregevole orologio in bronzo Luigi XVI, sculture di Vincenzo Gemito e un’opera in ceramica del contemporaneo Piero Gauli.
La mostra è accompagnata da un catalogo a cura di Anna Ciccarelli, disponibile presso il bookshop della mostra. Il ricavato totale della vendita dei cataloghi sarà destinato, previa delibera del Consiglio di amministrazione, così come accaduto per le precedenti esposizioni, ad una associazione o ente del Terzo Settore che opera nel territorio a sostegno delle categorie sociali più fragili, dell’inclusione, del volontariato e della beneficenza.







