San Valentino non premia l’armonia

E’ corsa di riconoscimenti e protagonismi nel nome del Patrono. Lontanissimi i tempi in cui sindaco e vescovo, insieme, presentavano il programma degli eventi

TERNI – San Valentino è il santo dell’amore cristiano, della pace e dell’armonia. Ma nel nome del santo Patrono di Terni il sabato delle presentazioni è stato convulso, all’insegna di accavallamenti di orari,  sovraesposizioni di conferenze. Con quella della Diocesi programmata per le 10 del 31 gennaio da almeno quindici giorni, eppure il Comune la sera prima invita tutti a palazzo Spada  alle 11. Tutti, alle rispettive conferenze, hanno qualcosa di importante da dire nel nome del primo vescovo dei Terni. Così  a giornata è una corsa ad ostacoli, con più di una personalità “costretta” a saltare da un palcoscenico all’altro. Un tourbillon di volti e messaggi, con il rischio che tutto passi e niente rimanga.

L’untino sabato di gennaio è iniziato dunque con la conferenza stampa in Diocesi per la presentazione del programma degli eventi religiosi e civili, senza alcuna rappresentanza del Comune, ed è finita a palazzo Spada per l’illustrazione del Premio San Valentino 2026,  con le assessore al turismo Salinetti e al welfare Altamura che sono rimaste il tempo di uno scatto fotografico, per «altri impegni istituzionali».

Tante le parole spese sul valore di pace, armonia e amore cristiano. In due piazze, Duomo e Ridolfi, sono stati presentati i festeggiamenti per il patrono creando una gran confusione. Lontanissimi i tempi in cui erano il vescovo e il sindaco, insieme, a presentare un unico programma.  Sfocate le immagini del sindaco Raffaelli e del vescovo Paglia seduti allo stesso tavolo. Sbiadite, ormai, anche quelle  del sindaco Latini e lo stesso vescovo di oggi Soddu, che già al suo arrivo a Terni, a gennaio 2022,  ha riunito tutti in Diocesi in nome di San Valentino e poi di nuovo nel 2023, sempre con Latini sindaco.

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