Terni ricorda le vittime delle Foibe

Reso omaggio a Giovanni Palatcci, simbolo di coraggio, legalità e umanità

TERNI – Trasporto e partecipazione, in Corso del Popolo a Terni, dove è stato reso omaggio alle vittime delle Foibe. Nel piazzale antistante l’obelisco di Pomodoro, dove è affissa la targa commemorativa, si sono riunite tutte le istituzioni cittadine, le forze dell’ordine e le associazioni. Aprendo la cerimonia l’assessore comunale Sergio Cardinali ha parlato di «dovere morale nel ricordare le vittime di questa tragedia». «In un mondo dove si contano purtroppo nuovi e cruenti conflitti ricordare i fatti della storia significa sottolineare la condanna al totalitarismo sotto ogni sua forma. Questo giorno – ha osservato Cardinali – non è contro, ma è per qualcuno per ricordare il senso della storia e condannare il totalitarismo in ogni sua forma».

«Ricordare oggi le vittime delle Foibe – ha ribadito il vice presidente della Provincia, Francesco Ferranti – è anche dire no al negazionismo che per anni si è consumato su questi fatti. È dovere delle istituzioni continuare a impegnarsi verso le nuove generazioni affinché questi fatti non si ripetano nel futuro».

«La notte e l’oblio non possono prevalere – ha detto il vescovo Soddu – occorre l’impegno nella luce cristiana affinché si scongiuri il ripetersi di fatti come quelli vissuti dall’uomo». E’ astato il consigliere regionale Francesco Filipponi a sottolineare che «il Giorno del Ricordo è patrimonio comune e va difeso e onorato.

La cerimonia si è poi spostata spostata alla Passeggiata per rendere omaggio a Giovanni Palatucci, Medaglia d’Oro al Merito Civile e riconosciuto come “Giusto tra le Nazioni“, simbolo di coraggio, legalità e umanità. Questore reggente di Fiume durante gli anni più bui della persecuzione nazifascista, Palatucci pagò con la vita la sua scelta di stare dalla parte dei più deboli, salvando numerose persone dalle deportazioni e opponendosi con fermezza alle leggi razziali. Arrestato nel 1944, morì nel campo di concentramento di Dachau il 10 febbraio 1945.

Il questore Abenante, nel rinnovare il ricordo della sua figura, ha reso omaggio a un esempio altissimo di servitore dello Stato che seppe anteporre i valori della dignità umana e della giustizia a ogni rischio personale. La sua testimonianza, rappresentata a Terni da un albero di ulivo collocato al parco della Passeggiata, continua a rappresentare un punto di riferimento morale per le donne e gli uomini della Polizia di Stato e per l’intera comunità.

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