Terremoto Bandecchi, lunedì è il giorno del Giudizio

Il 16 febbraio riunione di maggioranza. Molti gli scontenti. IL VIDEO shock del sindaco che «non chiede il permesso»

RE. TE.

TERNI – In pochi giorni il clima è cambiato. Giovedì 12 febbraio Stefano Bandecchi, due ore dopo aver licenziato in tronco la sua giunta, ha riunito i consiglieri comunali di maggioranza per informarli e per registrare eventuali malumori.

A caldo,  la strage degli assessori non aveva acceso particolari rimpianti: i consiglieri di Ap, sostanzialmente,  si sono detti tutti con il sindaco. Tutti tranne Ivano Consalvi, che non c’era e che da tempo è manca alle riunioni di maggioranza. Ma ora il vento è cambiato.  I nomi dei Magnifici 6 svelati  all’indomani della strage (Alessandro Virili, Gabriele Ghione, Paolo Tagliavento, Tiziana Laudadio, Michela Bordoni, Alessandra Salinetti). Ovvero dei componenti della  della nuova giunta, hanno irritato la maggioranza. Almeno parte della maggioranza.

I nuovi nomi sarebbero duri da digerire  perché nessuno di questi proviene dal consiglio comunale. C’era più di un esponente della maggioranza pronto a sedersi in giunta,  a gestire deleghe pesanti, ad incassare oltre 5mila euro al mese di indennità.

Un passo indietro. Giovedì pomeriggio, in Provincia, Bandecchi ha chiesto ai consiglieri cho voesse fare il salto in giunta e almeno sette dei 17 presenti hanno risposto «Io, io ». E vero che Bandecchi in quella circostanza  non ha fatto promesse, ma è anche vero che 24 ore dopo ha indicato tutti nomi esterni al consiglio comunale e riconfermato Alessandra Salinetti, già assessore al Turismo e Michela Bordoni, assessor uscente a Bilancio e Cultura. Quindi il gruppo consigliare di maggioranza rimane al palo: il sindaco non lo considera un serbatoio di amministratori.

Ecco perché lunedì ci potrebbe essere più di un sussulto, fermo restando che in queste ore Bandecchi va ripetendo che se va a casa lui vanno a casa tutti, che se finisce questa esperienza politica, dubita che qualcuno  di Ap possa tornare in consiglio. Bandecchi, ancor più dopo la strage di San Valentino con la quale ha eliminato persino coloro che venivano  dati per fedelissimi come Riccardo Corridore, è sempre più convinto che il sindaco è Lui , il partito è Lui, Palazzo Spada è Lui.  Almeno per il momento. E pubblica un video significativo.

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