Screenshot

Via all’era Marianelli, visione e con grandi progetti per Perugia (via del Giochetto, Pallotta, Onaosi) e per Terni (nuovi corsi e un dipartimento con 600-700 studenti)

Ateneo, inaugurazione dell’anno accademico non di routine, nel segno della concretezza e con l’indicazione di precise vie di sviluppo per i territori. E un annuncio del neo rettore: «L’Università di Perugia sarà sempre più l’Università dell’Umbria»

di Marco Brunacci

PERUGIA – “Ascolto, partecipazione, programmazione”. Questo il mantra, con le parole guida, di quella che sarà la sua governance dell’Università. L’era del nuovo rettore, Massimiliano Marianelli, i prossimi 6 anni, sarà però quello che ha annunciato: concretezza, azioni finalizzate all’interno di una visione complessiva, rapporti col territorio per creare la sinergia vincente: più solidità per l’Ateneo, sviluppo e innovazione ai territori.
E il rettore debutta proprio nel segno della concretezza: i capitoli della sua prolusione, per l’inizio dell’Anno accademico, su Perugia e Terni vanno anticipati perchè meritano.
Per Perugia, Marianelli ha in mente una rivoluzione dei poli di riferimento e dell’urbanistica cittadina. Una ventata di aria fresca.
Per la città capoluogo l’occasione è grande. Vediamo le tre mosse.

  1. Marianelli annuncia che c’è già “un gruppo di lavoro che opera, monitorando, sollecitando interventi e attività”, in via del Giochetto, l’area subito sotto l’ex ospedale di Monteluce. Via del Giochetto era il cuore pulsante della facoltà di Medicina, è ora un nervo scoperto, una zona da sottrarre al degrado, perchè torni il motore di sviluppo che è stato per Perugia nord.
  2. Seconda area determinante per la città prima che per l’Università. C’è un progetto, che Marianelli sta condividendo a diversi livelli, sulle ex segreterie della zona della Pallotta: un intervento in quella zona, con tutte le garanzie necessarie per stabilità e sismicità, significherebbe saldare il centro con Montebello, dove è stato recuperato dall’Adisu uno studentato, e dove c’è già una qualità della vita urbana di rilievo.
    Dice il rettore: “Insieme a Regione, Comune e Ministero, vorremmo immaginare un ecosistema integrato ed inclusivo destinato a contribuire non solo alla crescita dell’Ateneo, ma anche alla rigenerazione di una parte importante del vivere comune”. A nessuno sfugge che la zona è tra le più belle di Perugia, recuperarla integralmente è un’occasione unica.
  3. Ultimo annuncio per Perugia. “E’ stato avviato un dialogo con Onaosi”. Anche qui: una costruzione tra le più avanzate che abbia la città, da anni in disuso, può finalmente, nella mente visionaria del neo rettore, tornare a essere un  riferimento. Perfetto per gli studenti, centrale per la zona dell’Elce.
    Un tipo concreto come Marianelli non si nasconde certo i problemi, di risorse e burocratici, ma mettere nel mirino un recupero di questo genere e proporzioni, ha un che di straordinario. Il metodo? Dice Marianelli: “Lavorando insieme tra enti, Regione, Provincia, Comune e anche con il contributo di Fondazioni e privati, possiamo veramente fare molto per elevare concretamente la qualità della vita di chi studia, lavora e vive in queste aree”.
    Gran bel programma. Curiosi per vedere come si va avanti. Pronti ad attendere annunci di nuovi step.

Fin qui Perugia ma anche a Terni ha motivo di pensare a un futuro migliore.

  1. Intanto c’è l’idea, espressa come impegno solenne, perché “l’Università di Perugia si caratterizzi sempre più come l’Università dell’Umbria”. E non è poco se non resta solo sulla carta intestata.
  2. Marianelli: “Stiamo lavorando perchè Terni possa configurarsi come un Polo riconoscibile con una coerenza interna ed esterna che nel tempo possa assumere una forma dipartimentale”. E il tempo del Dipartimento ternano potrebbe essere anche molto vicino.
  3. Il rettore pensa di orientare Terni verso “l’Intelligenza artificiale, non un fine, ma un volano per la crescita industriale”. Per essere ancora più chiari: il Polo ternano che immagina Marianelli è orientato a Bio-Med e innovazione digitale. Per fare questo viene annunciata la creazione di nuovi corsi studio “realmente innovativi”.
  4. Ed ecco finalmente uno slogan che si riempie di significati: “Terni cresce, se cresce l’Università – chiude il capitolo Marianelli – l’Università cresce se Terni trova pienamente la propria voce”. Immaginare fin da subito 600-700 studenti sul Polo di Terni, partendo da sedi nel centro della città (non certo, almeno per ora, Pentima, sconfinata nella campagna) e lavorando sodo non è utopia.

Sanità, l’ospedale di Perugia cresce: è 32° nella classifica internazionale di Newsweek

Bungaro e Raffaele Casarano portano in scena Canzoni in Bianco e Nero