Addio a Umberto Bossi, il senatur è morto a 84 anni

Fondatore e segretario della Lega Nord fino al 2012, più volte deputato e ministro, è stato uno dei politici più influenti della Prima Repubblica

Il Senatur se n’è andato. Umberto Bossi è morto all’età di 84 anni. Aveva fondato la Lega Nord tra il 1989 e il 1991, unendo diversi movimenti autonomisti attivi nell’Italia settentrionale. Impostò fin dall’inizio la linea del partito sulle battaglie per il nord e per l’autonomia delle sue ricche regioni, e mantenne questo indirizzo fino al 2013, quando Matteo Salvini diventò segretario del partito succedendo a Roberto Maroni, che nel 2012 prese il testimone proprio dal Senatùr. Fu ministro per le Riforme istituzionali e per il Federalismo in due dei governi di Silvio Berlusconi.

I leghisti umbri hanno affidato ai social i loro messaggi di cordoglio per la morte di Bossi.

Colmo di dolore e ricordi il messaggio del segretario regionale della Lega, Riccardo Augusto Marchetti: «Oggi se ne va un pezzo di Storia. Anche della mia storia. Umberto Bossi è stato una voce capace di rompere gli schemi, di irrompere con forza in una politica ingessata, distante, incapace di essere per la gente e tra la gente. Ed è lì che la Lega ha sempre trovato la sua essenza più autentica. Ho camminato con lui, con le sue idee, con la sua visione: il sindacato del territorio, le autonomie, la valorizzazione dei dialetti, la libertà e l’autodeterminazione dei popoli. Indimenticabili le sue parole, i suoi comizi, la forza con cui sapeva parlare al cuore della gente». Aggiunge il leader leghista umbro: «C’è stato un prima e un dopo Umberto Bossi. E la comunità della Lega gli sarà per sempre grata. Oggi se ne va una parte della mia storia personale, ma non se ne vanno la determinazione, i sogni e le battaglie. Quelle vivono dentro di me. E continuerò a portarle avanti con abnegazione, coerenza e serietà. Perché i popoli non chiedono il permesso di essere liberi: lo diventano. E chi ha acceso quella fiamma, non morirà mai davvero. Sempre sotto la stessa bandiera. La terra ti sia lieve, Umberto».Scrive in un post Paola Fioroni, responsabile del dipartimento sanità della Lega Umbria ed ex consigliera regionale: «Oggi non se ne va solo un uomo. Se ne va un pezzo di storia. Umberto Bossi è stato il fondatore, il visionario, l’uomo che ha avuto il coraggio di rompere schemi che sembravano intoccabili. Io appartengo alla Lega. E questo significa, prima di tutto, riconoscere ciò che siamo stati e da dove veniamo». E ancora: «Bossi ha dato voce a territori che non si sentivano rappresentati, ha trasformato una protesta in proposta politica, ha portato nelle istituzioni parole allora scomode: autonomia, federalismo, identità. Ha cambiato la politica italiana, contribuendo a costruire la Seconda Repubblica e aprendo la strada a un nuovo modo di rappresentare i cittadini: più diretto, più radicato, più vero. Non è stato un percorso semplice, né privo di errori. Ma è stato un percorso che ha lasciato un segno profondo. In queste ore è importante esprimere vicinanza alla sua famiglia». Queste invece il ricordo pubblicato su Facebook dal sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini: «Ciao Umberto, ciao Senatùr, cieli blu». Così l’ex senatrice Valeria Alessandrini: «Non sono stata una leghista della prima ora e questo è noto. Ma oggi sento un dolore sincero e profondo. Ho avuto l’onore di conoscere Umberto Bossi in Senato, di sedere accanto a lui, proprio in prima fila. Un’esperienza che porto con me con rispetto e gratitudine. Al di là delle appartenenze, ho sempre riconosciuto in lui una forza rara, una visione chiara e il coraggio di intraprendere un percorso che ha segnato una parte importante della nostra storia politica». Aggiunge l’esponente del Carroccio: «È anche grazie a quel cammino, a quelle battaglie e a quella determinazione, se oggi tanti di noi possono continuare a impegnarsi e a costruire. E per questo gli sono riconoscente. Oggi lo saluto con rispetto e commozione. Il suo esempio, la sua determinazione e ciò che ha contribuito a creare non si fermano qui: continueremo a portarlo avanti con serietà, amore e passione, nel rispetto dell’Italia intera. Ciao Umberto ».

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