Afasia e neuroriabilitazione, momento di confronto a Perugia

L’evento promosso da Aita

PERUGIA – Parlare di afasia, un disturbo del linguaggio causato da lesioni cerebrali, molto diffuso, ma poco conosciuto dalla comunità. Sottolineare l’importanza della neuroriabilitazione, della ricerca e delle neurotecnologie ma anche del fattore umano nella cura del paziente, attraverso contributi di grande valore scientifico ed esperienze sul campo. Con questo obiettivo A.IT.A. Umbria, durante la Settimana del cervello a cui ha partecipato per il terzo anno, ha proposto giovedì 19 marzo al Dipartimento di medicina e chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia il convegno ‘Neuroriabilitazione post-ictus e neurotecnologie dalla ricerca alla clinica. L’esperienza di Pittsburgh’. Tra i partecipanti all’incontro c’è stato anche Raffaele Guadagno, presidente dell’associazione A.L.I.Ce. Biella, e paziente 1 di una sperimentazione dell’Università americana di Pittsbourg, coordinata dalla dottoressa Elvira Pirondini, che ha previsto la stimolazione cerebrale profonda con l’introduzione temporanea di un elettrodo in una zona specifica del cervello.
All’incontro, moderato da Nicoletta Pauselli e Francesca Graziani, rispettivamente presidente e vicepresidente di A. IT.A Umbria, erano presenti Federico Phellas, consigliere comunale di Perugia, Francesco Grignani, direttore del Dipartimento di medicina e chirurgia dell’Unipg, Federico Pompei, presidente dell’Ordine delle professioni sanitarie di Perugia e Terni, Massimo Piccirilli, neurologo e psichiatra direttore scientifico di A.IT.A. Umbria, Mauro Zampolini, direttore del Dipartimento di riabilitazione Usl Umbria2, e Gioia Bulzomì, psicologa di area neuropsicologica, consigliere di A.IT.A. Umbria. In collegamento hanno partecipato anche i dottori dell’Università di Pittsburgh Nicolò Macellari, PhD post doctoral fellow in the department of Pm&R, e Arianna Damiani, PhD student in bioengineering dello stesso dipartimento. “Questo incontro – ha ricordato la presidente Pauselli – è stato possibile grazie alla collaborazione delle associazioni A.IT.A. Umbria e A.L.I.Ce. Biella. Il nostro obiettivo è non lasciare sole le persone afasiche, con fragilità, stare insieme e creare una rete di supporto che può essere di grande aiuto”. “Per noi di A.IT.A. – ha aggiunto Francesca Graziani – è molto importante organizzare questi incontri perché possiamo approfondire tematiche che riguardano l’afasia e ci permettono di parlare di questo disturbo molto invalidante. Le persone, dopo un evento neurologico, solitamente un ictus cerebrale, hanno difficoltà nel comprendere il linguaggio, nel parlare e anche a leggere e scrivere. La nostra associazione è formata da persone afasiche e da volontari che le accompagnano nel rientro in società”. Di grande spessore i contributi dei relatori presenti: il professor Piccirilli ha permesso di approfondire tematiche legate al funzionamento del cervello e alla neuroplasticità del sistema nervoso, capace di riorganizzarsi in base agli stimoli che riceve, da qui l’importanza di una corretta riabilitazione. Il dottor Zampolini ha parlato del progresso in ambito di neurotecnologie soffermandosi sull’intelligenza artificiale che può essere una grande opportunità se non si sostituisce al pensiero critico e diventare un supporto nell’attività del medico o del ricercatore.
Molto significativa la testimonianza di Raffaele Guadagno, colpito da due ictus, il primo nel 2016, dopo il quale è stato anche in coma, il secondo nel 2022, che ha deciso di sottoporsi alla sperimentazione di neurostimolazione profonda dell’Università di Pittsburgh dalla quale ha riscontrato importanti benefici. “Tre anni fa lessi su una rivista scientifica il nome di Elvira Pirondini – ha raccontato Guadagno –, le scrissi una mail alla quale rispose subito. Loro stavano iniziando a fare questa sperimentazione sulle scimmie, quando è stato il momento mi chiesero se volevo farla, sapendo che sarei stato il primo essere umano al mondo. Io dissi sono qui: l’ho fatto per me ma soprattutto perché l’ictus continua a venire e qualcuno ci doveva provare. La sperimentazione è durata un tempo determinato, dopo 40 giorni mi hanno espiantato tutto ma vorranno rifare l’impianto definitivamente perché i numeri sono positivi sia per la parola che per l’uso della mano”. Il dottor Macellari, in collegamento da Pittsburgh ha confermato come la stimolazione cerebrale profonda abbia dato risposte più grandi sia a livello motorio che a livello di linguaggio.
Nei saluti introduttivi, il consigliere Phellas ha sottolineato come l’amministrazione comunale di Perugia veda sempre di buon occhio iniziative come questa di A.IT.A. Umbria e sia favorevole a costruire reti tra istituzioni e associazioni; il professore Grignani ha ricordato come l’Università di Perugia “oltre a occuparsi di formazione e ricerca, con queste iniziative si apre al territorio e a problematiche che riguardano i cittadini”; Pompei ha ringraziato A.IT.A. Umbria che con questo evento “di grandissimo valore scientifico propone una riflessione più ampia anche rispetto al ruolo delle professioni sanitarie e all’importanza del fattore umano”.

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